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Ginevra 2 su Siria: ONU ritira invito a Iran. Opposizione siriana si spacca

A 24 ore dall'inizio della conferenza di pace sulla Siria ribattezzata Ginevra 2, l'opposizione siriana si spacca, nonostante il Segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon ritiri l'invito rivolto all'Iran a partecipare al tavolo diplomatico. Il Consiglio Nazionale si divide dalla Coalizione Nazionale Siriana per non rinnegare il proprio "impegno" a non partecipare a mediazioni fino a quando il presidente siriano Bashar al-Assad non avrà lasciato il potere.

Dopo che il Segretario generale dell'ONU aveva invitato l'Iran a partecipare alla conferenza di pace sulla crisi siriana ribattezzata Ginevra 2, lo stesso Ban Ki-moon ha ritirato l'invito. Dopo la richiesta da parte dell'ONU di far partecipare l'Iran a Ginevra 2, conferenza che si aprirà domani 22 gennaio a Montreux (Svizzera), gli Stati Uniti e l'opposizione siriana avevano infatti espresso tutta la loro contrarietà. Gli USA avevano chiaramente dichiarato che l'Iran avrebbe potuto partecipare a Ginevra 2 solo se Teheran accetterà prima dell'inizio della conferenza la richiesta dell'istituzione di un governo siriano di transizione. L'Etilaf (coalizione nazionale siriana delle forze dell'opposizione e della rivoluzione) invece aveva annunciato che avrebbe disertato se al tavolo di Ginevra 2 si sarebbe seduto anche l'Iran.

Dopo tali diktat, Ali Akbar Velayati, consigliere per la politica estera della Guida suprema iraniana Alì Khamenei, ha reso noto che l'Iran non avrebbe "mai" accettato il comunicato della Conferenza di Ginevra 1 sulla Siria. Come riferisce l'agenzia Irna, per l'Iran ciò infatti significherebbe "legittimare i terroristi siriani" cui Teheran si oppone. Velayati critica Ginevra 1 perché "chiede di far sedere allo stesso tavolo il governo siriano e i terroristi sponsorizzati da Paesi stranieri, che hanno commesso crimini contro il popolo siriano". Sempre all'agenzia Irna, il Vice Ministro degli Esteri per gli affari arabi e africani Hossein Amirabdollahian sottolinea invece come "Washington abbia insistito in maniera illogica sulla necessità da parte dell'Iran ad accettare le condizioni di Ginevra 1, soprattutto per quanto riguarda quelle questioni che solo la nazione siriana è in grado di decidere, secondo le leggi internazionali e i principi democratici". Amirabdollahian ha quindi ricordato come l'Iran non abbia svolto alcun ruolo nella conferenza di Ginevra 1, compreso la compilazione della sua dichiarazione finale.

A causa delle condizioni imposte per la sua partecipazione a Ginevra 2, l'Iran ha quindi dichiarato di non aver alcun desiderio di sedersi al tavolo con gli altri 30 Paesi. Ban Ki-moon a questo punto ritira l'invito, notizia accolta con favore dall'opposizione siriana in esilio che conferma la sua partecipazione a Ginevra 2. A stretto giro, però, il blocco più consistente dell'opposizione siriana in esilio, il Consiglio Nazionale, ha lasciato la Coalizione Nazionale Siriana (cartello che raggruppa il fronte moderato in esilio anti-Assad), spiegando che prendere parte ai colloqui significherebbe rinnegare il proprio "impegno" a non partecipare al tavolo fino a quando il presidente siriano Bashar al-Assad non avrà lasciato il potere. L'opposizione siriana quindi si spacca a 24 ore dall'inizio della conferenza di pace Ginevra 2, in segno di protesta per la presenza di rappresentanti del regime di Damasco al tavolo diplomatico. "Tutti sanno che senza l'Iran le possibilità di arrivare ad un accordo in Siria non sono tante", sottolinea quindi il vice ministro degli Esteri iraniano, Araghchi. In una nota il ministero degli Esteri iraniano spiega invece che "se la Conferenza agirà sulla base del realismo, sarà un passo per una ricomposizione pacifica della crisi" mentre per il ministro degli Esteri russo Lavrov "l'assenza dell'Iran è un errore ma non una catastrofe".

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