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Gentiloni: nessun riscatto per Greta e Vanessa. Al lavoro per liberare padre Dall'Oglio e Giovanni Lo Porto

Riferendo alla Camera, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni assicura che l'Italia è "contraria al pagamento di riscatti", smentendo di fatto le voci che parlavano del possibile pagamento di un riscatto (milionario) dietro la liberazione delle due cooperanti Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, rapite in Siria a fine luglio 2014. Infine, Gentiloni assicura che il governo sta "lavorando con il massimo impegno e con discrezione, giorno per giorno" per la liberazione anche di padre Paolo Dall'Oglio e Giovanni Lo Porto.

"Questa mattina, poco dopo le 4:00, all'aeroporto di Ciampino ho dato il bentornato a Greta Ramelli e Vanessa Marzullo" conferma Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri, commentando davanti alla Camera la liberazione delle due volontarie italiane rapite in Siria nel luglio 2014. Nel corso dell'informativa, Gentiloni chiarisce immediatamente che "un grande Paese si impegna a proteggere e a salvare la vita dei propri cittadini sequestrati e, quando riesce a liberarli, si unisce anzitutto nel ringraziare chi ha reso possibile la loro liberazione. - aggiungendo - Voglio, quindi, ringraziare in particolare i servizi d’intelligence, che hanno lavorato con coraggio e professionalità, l'unità di crisi della Farnesina e tutte le autorità coinvolte con un gioco di squadra che ha prodotto un risultato importantissimo".

Paolo Gentiloni è stato chiamato a riferire a Montecitorio soprattutto in merito alle voci che parlano del possibile pagamento di un riscatto (milionario) dietro la liberazione delle due cooperanti Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, ma il ministro riferisce in primis che "come da prassi, sul sequestro c’è un'indagine della magistratura, che sta muovendo in queste ore i primi passi". Gentiloni rivela come "le due connazionali non hanno, purtroppo, mai informato le autorità italiane della loro intenzione di raggiungere la Siria né del loro avvenuto ingresso nel Paese. - e prosegue - A seguito della segnalazione della scomparsa, ricevuta nella prima mattina del 1 agosto, il Ministero degli affari esteri si è immediatamente mobilitato in stretto coordinamento con i servizi d’intelligence, avviando le necessarie verifiche ed attivando gli opportuni canali di ricerca". Il ministro degli Esteri quindi precisa: "Quanto al tema dei riscatti, ho letto riferimenti e indiscrezioni privi di reale fondamento e, in qualche caso, addirittura veicolati da gruppi terroristici. E mi sorprende che a queste illazioni e queste fonti sia stato dato da taluno credito senza alcuna verifica. Io voglio qui ribadire che in tema di rapimenti l'Italia si attiene a regole e a comportamenti condivisi sul piano internazionale e che abbiamo operato in continuità con la linea seguita nel tempo dai Governi che si sono succeduti: non è la linea di questo Governo, è la linea dell'Italia. - aggiungendo - Noi siamo contrari al pagamento di riscatti e partecipiamo al contrasto multilaterale del fenomeno dei sequestri di persona a scopo di riscatto e, nei confronti degli italiani presi in ostaggio, la nostra priorità è in ogni modo indirizzata alla tutela della vita e dell'integrità fisica dei nostri connazionali".

Contro chi, in questi mesi, contro Greta Ramelli e Vanessa Marzullo si sono "spinti a dire: «Se la sono cercata»", Paolo Gentiloni afferma: "L'Italia ha bisogno di questi cooperanti e di questi volontari e credo che il Parlamento unito deve ringraziare questa generosità e questo coraggio che - precisa però - naturalmente devono coordinarsi con l'azione dello Stato e delle sue rappresentanze all'estero". Infine, il ministro degli Esteri rivolge un "pensiero speciale alle famiglie di padre Paolo Dall'Oglio e di Giovanni Lo Porto sequestrati rispettivamente in Siria e in Pakistan il 29 luglio 2013 e il 19 gennaio 2012. - assicurando - due vicende alle quali stiamo lavorando con il massimo impegno e con discrezione, giorno per giorno".

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