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Armi chimiche Siria: nel porto di Gioia Tauro già domani 17 gennaio?

Anche se il governo Letta assicura che l'operazione per il trasbordo delle armi chimiche provenienti dalla Siria "sarà svolta secondo i più alti standard di sicurezza" i sindaci di Gioia Tauro e San Ferdinando sono furiosi, anche perché non sarebbero stati informati della decisione. Indiscrezioni, inoltre, vorrebbero l'arrivo delle armi chimiche nel porto fi Gioia Tauro già per domani, 17 gennaio.

Anche se il governo Letta assicura che l'operazione per il trasbordo delle armi chimiche provenienti dalla Siria "verrà completata in breve tempo, sarà svolta secondo i più alti standard di sicurezza e di tutela dell'ambiente, presso strutture specificamente attrezzate" il sindaco di Gioia Tauro, Renato Bellofiore, denuncia tutta la gravità della situazione. "Forse il ministro Emma Bonino non sa cos'è la democrazia" afferma Renato Bellofiore, spiegando: "A me non hanno comunicato nulla di ufficiale. Adesso, come minimo, il ministro Bonino dovrebbe venire qui a parlare con le istituzioni e poi essere presente alle operazioni. Una scelta del genere crea discredito nelle istituzioni. E tra l'altro, qui c'è un sindaco del PD che non viene informato da un governo di centrosinistra". Il sindaco di Gioia Tauro infine sottolinea: "Mettono a repentaglio la mia vita. Se succede qualcosa la popolazione mi viene a prendere con un forcone". Furioso per la decisione anche Domenico Madaffari, il primo cittadino di San Ferdinando, il comune sotto il quale ricade la maggioranza delle banchine del porto di Gioia Tauro, che all'Ansa anticipa: "Stiamo valutando di emettere un'ordinanza per chiudere il porto. Il sindaco infatti rivela: "Voci danno l'arrivo nave domani, 17 gennaio. Vedrò con i colleghi di Gioia e Rosarno cosa si può fare". Il Pentagono, però, ha reso noto che la loro nave Cape Ray, dove saranno trasbordate le armi chimiche siriane, è ancora in Virginia e che partirà tra la fine di questa settimana o l'inizio della prossima. Questo potrebbe voler dire che le armi chimiche rimarranno in Calabria per almeno due settimane.

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