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Unipol-Bnl, gip: rinvio a giudizio di Berlusconi. Nastro fu "regalo"

Il gip di Milano respinge la richiesta di archiviazione della Procura e chiede che Silvio Berlusconi sia rinviato a giudizio in merito all'inchiesta Unipol-Bnl, quella dell'intercettazione dove Fassicno chiedeva a Consorte: "Allora, abbiamo una banca?".

Per Niccolò Ghedini, avvocato del premier, la decisione presa dal giudice per le indagini preliminari di Milano, Stefania Donadeo, "è assolutamente incredibile", come si legge in una nota. Il gip, infatti, ha respinto la richiesta di archiviazione della procura di Milano nei confronti di Silvio Berlusconi, in merito alla vicenda Unipol-Bnl, nata quando "il Giornale", allora diretto da Maurizio Belpietro, pubblicò il 31 dicembre del 2005 l'intercettazione di una telefonata fra l'allora leader dei DS, Piero Fassino, e il presidente di Unipol, Giovanni Consorte. Fassino chiedeva infatti a Consorte, ai tempi della tentata scalata di Unipol alla Bnl: "Allora, abbiamo una banca?", solo che, quando fu pubblicata, l'intercettazione non era a disposizione delle parti ma solo degli inquirenti, dei pm e della polizia giudiziaria, oltretutto neanche trascritta. Il gip Donadeo sollecita quindi i pm a formulare la richiesta di rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi, la cui ipotesi di reato è concorso in rivelazione di segreto d'ufficio. Secondo il gip (come riporta La Repubblica - http://is.gd/tTjH0U), infatti, il nastro con l'intercettazione fu un "regalo ricevuto" da Silvio Berlusconi "stante l'approssimarsi delle elezioni politiche", sottolineando che era l' "unico interessato alla pubblicazione della notizia riguardante un avversario politico era proprio il destinatario del regalo". "In un Paese dove tutti i giorni vengono illecitamente pubblicati decine e decine di atti di indagine e intercettazioni, dove la stampa viene avvisata prima degli interessati e dei difensori di ciò che accade nei processi e dove la violazione del segreto è la regola così come la assoluta impunità, si pretende di mandare a giudizio il presidente Berlusconi che è stato centinaia di volte vittima di tali comportamenti - spiega in una nota Ghedini, precisando - E tutto ciò quando la stessa Procura di Milano, che certamente non può essere sospettata di benevolenza nei confronti del presidente Berlusconi, chiede l'archiviazione e quando tutti i protagonisti della vicenda escludono ogni sua responsabilità per i fatti di causa... Non c'è dubbio che il giudice del dibattimento non potrà che pronunciare un'immediata sentenza di assoluzione". Il gip Donadeo ha inoltre chiesto l'iscrizione nel registro degli indagati di Maurizio Belpietro, attuale direttore di Libero, che commenta: "Di questa storia non so nulla. Ho pubblicato la notizia delle intercettazioni perché mi era arrivata da un collega che me la ha data. Di tutto il resto non so nulla". Lo scorso giugno, invece, sempre la Donadeo aveva rinviato a giudizio Paolo Berlusconi, fratello del premier ed editore de "il Giornale", con le imputazioni di concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, millantato credito e ricettazione. IL processo inizierà il prossimo 4 ottobre. L'amministratore dell'azienda "Research control system", che aveva effettuato per conto dell'autorità giudiziaria le intecettazioni, ha invece patteggiato la condanna, perché accusato di aver messo a disposizione di Silvio e Paolo Berlusconi l'audio della telefonata tra Fassino e Consorte. L'imprenditore Fabrizio Favata, accusato di essere stato il tramite tra l'amministratore della "Research control system" e Berlusconi, è stato condannato. Secondo la ricostruzione dei pm, fu Favata insieme al direttore de "il Giornale" ad andare ad Arcore, alla vigilia del Natale del 2005, per far ascoltare a Silvio Berlusconi la telefonata trafugata.

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