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Ucraina, Berlusconi: sanzioni contro Russia sbagliate. Rischio nuova Guerra Fredda

Silvio Berlusconi condanna "l'inconcludenza e l'ignavia che sta dimostrando l'Europa che si è messa al seguito degli Stati Uniti d'America" nell'affrontare la crisi Ucraina, chiarendo che "quella delle sanzioni economiche contro la Russia è la direzione più sbagliata". Il leader di Forza Italia auspica quindi che non si arrivi ad un "divorzio" tra Mosca e Paesi occidentali.

"Sono molto, molto preoccupato per la situazione in Ucraina e per come gli Stati Uniti, la Germania e l’Europa stanno affrontando la situazione con la Federazione Russa" ammette Silvio Berlusconi nel corso dell'intervento telefonico con il Club Forza Silvio di Messina, confermando la vicinanza dell'ex premier alla Russia di Vladimir Putin. Berlusconi sottolinea "l'inconcludenza e l’ignavia che sta dimostrando l’Europa che si è messa al seguito degli Stati Uniti d’America" ed auspica che ciò "non porti ad un divorzio, che sarebbe difficilmente recuperabile, tra la Federazione russa e gli Stati occidentali". Il leader di Forza Italia quindi ricorda: "Avevo fatto tanti sforzi ed ero riuscito nel 2002, approfittando della mia amicizia personale con Putin, a portare la Federazione russa, che stava decidendo invece di costruire insieme alla Cina, alla Thailandia, all’India una Unione orientale, a sentirsi Paese occidentale e a darle un posto in Occidente insieme alle altre potenze occidentali. Costituimmo così il Consiglio NATO 19 più 1, fui io a redigere il Trattato sottoscritto da tutti, che prevedeva un’intensa collaborazione tra gli Stati della NATO e la Federazione Russa su un insieme numeroso di materie, dal traffico internazionale di armi, al terrorismo, al traffico di droga, mettendo fine così a quel periodo che ci aveva tutti quanti devastato che era la Guerra Fredda". Silvio Berlusconi conclude quindi precisando che "quella delle sanzioni economiche è la direzione più sbagliata" perché appunto "si rischia di ritornare ad una situazione di Guerra Fredda" e per questo consiglia a tutti gli interlocutori, tra cui il premier Matteo Renzi, di "arrivare ad una negoziazione ragionata che non possa lasciare strascichi fra Federazione Russa ed Europa, Federazione Russa e NATO, Federazione Russa e USA".

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