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Silvio Forever: per Rai "inopportuno" per altri "censura"

La Rai blocca lo spot del film "Silvio Forever", nelle sale dal prossimo 25 marzo, "inopportuno" nella parte che vede la madre di Berlusconi dire che il figlio non sarà mai fotografato con "donne o altro". Per "Articolo 21" si tratta invece di "delirio censorio".

Il prossimo 6 marzo sarebbe dovuto andare in onda lo spot del film "Silvio Forever", diretto da Roberto Faenza e Filippo Macelloni, scritto dai giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo (gli stessi de "La casta") e distribuito dalla Lucy Red, ma la Rai ha comunicato di giudicare il trailer "inopportuno" in alcune sue parti. Per la precisione "nella parte in cui riproduce una dichiarazione di una persona scomparsa, piegandone immagini e parole a fini satirici". La persona scomparsa sarebbe la madre di Silvio Berlusconi, Rosa Bossi Berlusconi, che in una intervista aveva dichiarato: "Non si vedrà mai una fotografia di Silvio che è in giro con le donne o altro". Il film "Silvio Forever", nelle sale dal prossimo 25 marzo, viene definito dagli autori come "l'autobiografia non autorizzata di Silvio Berlusconi" ed è realizzato montando materiali di repertorio, alcuni visti e rivisti. Qualcuno potrebbe sottolineare, quindi, che se anche certe frasi suscitano oggi ilarità, perché magari associate a fatti recenti, non è detto che l'intento degli autori sia il "fine satirico", potrebbe essere infatti anche unicamente documentaristico. Nella sinossi del film, infatti, si legge che Silvio Berlusconi è stato "capace di offrire miriadi di spunti per una avventura cinematograficamente immaginabile. Piaccia o non piaccia, nessuno è più rappresentativo dell'Italia di oggi quanto il Cavaliere. Destinato per le sue gesta, che mandano in delirio chi lo adora e fanno inorridire chi lo detesta, a rappresentarci in patria e all'estero per molto tempo".
"La Direzione Affari Legali di Rai - precisa ancora la nota - limitatamente ai fotogrammi in questione, non ha potuto peraltro escludere rischi di azioni risarcitorie per offesa alla memoria della defunta" mentre "nessun rilievo invece per il resto del filmato, che senza tali immagini potrà essere riproposto".
Non è chiaro, però, dalla nota della Rai se questi "rischi di azioni risarcitorie" siano concreti o solo ipotetici.
E mentre Gian Antonio Stella afferma che dovrebbero essere i cittadini a giudicare il filmato, il portavoce di "Articolo 21" Giuseppe Giulietti parla di "delirio censorio che deve essere fermato", a cui gli fa eco il deputato del PD Roberto Zaccaria che spiega invece che si tratta di una "decisione grottesca" perché il docufilm "non contiene davvero nulla di offensivo".

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