le notizie che fanno testo, dal 2010

Silvio Berlusconi: "cosciente dei limiti della mia opera"

Un videomessaggio "a reti unificate" del 26 gennaio del 1994 rivelò agli italiani la discesa in campo di Silvio Berlusconi. Con un videomessaggio del 25 ottobre 2012, praticamente ignorato (poco più di 17mila visite su Youtube) l'ex presidente del Consiglio chiude la sua "discesa", ritirandosi come "candidato Premier".

L'ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dirama un videomessaggio che pare la chiusura definitiva della sua "discesa in campo" del 26 gennaio del 1994 , annunciata anche quella con un video. Un comunicato stampa del PDL riassume con un titolo il video di Berlusconi: "Non mi ricandido premier. Primarie del Pdl il 16 dicembre", video che in sette minuti e trentasei annuncia che "per amore dell'Italia si possono fare pazzie e cose sagge". Il videomessaggio di Berlusconi è stato postato su Youtube il 25 ottobre 2012 ed è stato praticamente ignorato (ad oggi ha avuto poco oltre 17mila visite); lo sarebbe ancora, in verità, se non fosse per il "collegamento" che ha con il nuovo libro di Bruno Vespa. Ecco l'incipit del video: "Per amore dell'Italia si possono fare pazzie e cose sagge. Diciannove anni fa sono sceso in campo, una follia non priva di saggezza: ora preferisco fare un passo indietro per le stesse ragioni d'amore che mi spinsero a muovermi allora. Non ripresenterò la mia candidatura a Premier ma rimango a fianco dei più giovani che debbono giocare e fare gol. Ho ancora buoni muscoli e un po' di testa, ma quel che mi spetta è dare consigli, offrire memoria, raccontare e giudicare senza intrusività". Un Silvio Berlusconi visibilmente stanco ed accigliato, che pare preoccupato per il futuro e che, a differenza di quella scrivania del 1994, sotto i fogli ha una bella cartina politica del globo terracqueo.

L'ex Premier annuncia un futuro del PDL fatto di "Primarie" che porteranno a sapere "entro dicembre chi sarà il mio successore, dopo una competizione serena e libera tra personalità diverse e idee diverse cementate da valori comuni". Un atto democratico, quello del PDL, specifica Berlusconi, per "aprire democraticamente una pagina nuova di una storia nuova, quella che abbiamo fatto insieme, uomini e donne, dal gennaio del 1994 ad oggi". Silvio Berlusconi nel videomessaggio (che qualcuno chiama già "d'addio"), ammette anche i suoi errori: "Sono personalmente fiero e cosciente dei limiti della mia opera e dell'opera collettiva che abbiamo intrapreso, per avere realizzato la riforma delle riforme rendendo viva, palpitante ed emozionante la partecipazione alla vita pubblica dei cittadini. Questo non poteva che avere un prezzo, la deriva verso ideologismi e sentimenti di avversione personale, verso denigrazioni e delegittimazioni faziose che non hanno fatto il bene dell'Italia".

Dice ancora Berlusconi: "Il presidente del Consiglio e i suoi collaboratori hanno fatto quel che hanno potuto, cioè molto, nella situazione istituzionale, parlamentare e politica interna, e nelle condizioni europee e mondiali in cui la nostra economia e la nostra società hanno dovuto affrontare la grande crisi finanziaria da debito. Sono stati commessi errori, alcuni riparabili a partire dalle correzioni alla legge di stabilità e ad alcune misure fiscali sbagliate, ma la direzione riformatrice e liberale è stata sostanzialmente chiara". Un momento di autocritica che l'ex Premier pare sottolineare anche nel libro "natalizio" di Bruno Vespa ("Il Palazzo e la Piazza. Crisi, consenso e protesta da Mussolini a Beppe Grillo") quando anticipa: "Pensavo di chiedere scusa agli italiani perché non ce l'ho fatta. La crisi ha cancellato i nostri sforzi". Ma, sempre dal libro di Bruno Vespa, il Cavaliere non rinuncia a vedere il bicchiere mezzo pieno del suo "quasi ventennio" al potere: "noi abbiamo lasciato la disoccupazione al punto più basso degli ultimi vent'anni. Abbiamo garantito la pace sociale negli anni più duri della crisi. Abbiamo impiegato 38 miliardi in ammortizzatori sociali. Abbiamo tagliato le spese ai ministeri con la prima vera spending review e attuato il più grande stanziamento sulla cassa integrazione della storia italiana".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: