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Ruby: visita fiscale Berlusconi anche per complicazioni cardiologiche

Nuova udienza del processo Ruby, ma i legali di Silvio Berlusconi presentano una nuova richiesta di legittimo impedimento presentando 3 nuovi certificati medici, tra cui uno che parla di "complicazioni cardiologiche" per l'ex premier. Il Tribunale di Milano stabilisce una visita fiscale.

Silvio Berlusconi rimane ricoverato al San Raffaele per una uveite bipolare . Dopo la visita fiscale di sabato scorso effettuata in merito al processo Mediaset, che ha certificato la "non assolutezza" del legittimo impedimento chiesto dai legali di Berlusconi pur attestando "la situazione psicofisica è idonea alla partecipazione al processo" come sottolinea Niccolò Ghedini, oggi l'ex premier sarà sottoposto da un'altra visita fiscale. Questa mattina, infatti, era fissata l'udienza del processo Ruby, nel quale Silvio Berlusconi è accusato di concussione e prostituzione minorile. Il pm Ilda Boccassini avrebbe dovuto fare la sua requisitoria e la richiesta della condanna, ma i legali del Cavaliere hanno chiesto un nuovo legittimo impedimento, presentando tre nuovi certificati medici. Tra questi, un certificato che parla anche di "complicazioni cardiologiche" di Silvio Berlusconi, anche se i legali non hanno letto in aula il contenuto delle disposizini mediche per "motivi di privacy". I pubblici ministeri hanno ottenuto la visita fiscale, e tra i medici che visiteranno Berlusconi ci sarà quindi anche uno specialista di cardiologia. Per i difensori di Berlusconi, i tre certificati medici dimostrano la "persistente inabilità" dell'ex premier a presenziare all'udienza. Anche Niccolò Ghedini e Piero Longo, i due avvocati di Berlusconi, hanno presentato un legittimo impedimento, per poter partecipare al vertice del PDL. All'istanza si è opposto il pm Antonio Sangermano, ma in Tribunale a Milano è rimasto comunque solamente l'avvocato Giorgio Perroni in qualità di sostituto processuale. Giunto alla riunione del PDL, Ghedini spiega di ritenere la presenza di Berlusconi in aula "indispensabile" e un "diritto costituzionale", anche perché l'ex premier "vuole presenziare per ascoltare la requisitoria del pm, fare dichiarazioni spontanee, poter partecipare alle arringhe dei suoi avvocati e alle fasi finali del processo. Parlando sia del processo Ruby che del processo Mediaset, dove Berlusconi rischia non solo 4 anni di carcere ma anche l'interdizione ai pubblici uffici, Ghedini spiega di ritenere giusto un rinvio sottolineando: "Con la sospensione della prescrizione e un rinvio di una settimana non vediamo dove sia il problema - e domanda alla Corte - Perché tanta fretta?".

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