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Ruby: telefonata di Berlusconi fu "indebito intervento" su Questura

Nelle 27 pagine di provvedimento del Gip, che ha stabilito il giudizio immediato per Silvio Berlusconi per il caso Ruby, si leggerebbe che il premier attuò un "indebito intervento" sui funzionari della Questura e avrebbe agito con "abuso della qualità di presidente del Consiglio".

Il premier Silvio Berlusconi, chiamando in Questura per ottenere il rilascio di Ruby Rubacuori, attuò un "indebito intervento" sui funzionari di polizia. E' quanto scrive il Gip Cristina di Censo sulle motivazioni del decreto che ha disposto il giudizio immediato per il premier, accusato per il caso Ruby di concussione e prostituzione minorile.
In queste 27 pagine di provvedimento si sottolinea come Silvio Berlusconi avrebbe agito "sicuramente con abuso della qualità di presidente del Consiglio" e "al di fuori di qualsiasi prerogativa istituzionale e funzionale propria del presidente del Consiglio dei ministri".
La linea difensiva di Silvio Berlusconi in merito alla telefonata in Questura nella notte tra il 27 e 28 maggio scorso, per far rilasciare Ruby Rubacuori (Karima El Mahroug), risulta quindi "apertamente contraddetta dalla logica degli accadimenti".
"La necessità di salvaguardare le relazioni internazionali con l'Egitto in ragione dell'errato convincimento che Ruby vantasse una stretta parentela" con l'ex presidente egiziano Mubarak, quindi, per il Gip non è una tesi abbastanza efficacie.
Tra le prove evidenti che hanno fatto decidere il Gip per il giudizio immediato anche i 5 verbali di Ruby Rubacuori, dove secondo indiscrezioni di La Repubblica (http://tinyurl.com/68xxagg) ci sarebbe anche la "prova" del fatto che Silvio Berlusconi sapesse della minore età della ragazza.
Ma anche i "bonifici da Silvio Berlusconi ad Alessandra Sorcinelli", l'ex meteorina del Tg di Emilio Fede e la disponibilità di Ruby di "ingenti somme di denaro".

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