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Ruby: rito immediato. Berlusconi: pagherà lo Stato, gli faccio causa

Silvio Berlusconi, dopo la notizia della richiesta di giudizio immediato da parte dei pm milanesi che indagano sul Rubygate, afferma che intenterà "una causa allo Stato".

Il Presidente del Consiglio appare fuorioso durante la conferenza stampa indetta in seguito alla notizia che la Procura di Milano ha richiesto il giudizio immediato per Silvio Berlusconi, indagato per concussione e prostituzione minorile per il Rubygate. I pm milanesi si dicono sicuri perché ci sarebbe "l'evidenza della prova". Ora la parola passa al Gip Cristina Di Censo che ha cinque giorni, non vincolanti, per decidere se accettare o meno la richiesta del rito immediato.
Nel frattempo però a parlare è il premier che afferma, senza mezzi termini, che "queste pratiche violano la legge, vanno contro il Parlamento" e questo perché secondo Berlusconi "la Procura di Milano non ha la competenza territoriale". Per Silvio Berlusconi questo sarebbe addirittura "chiarissimo" (repubblica.it - http://tinyurl.com/642v24n).
"La Procura di Milano non ha la competenza funzionale - continua il premier che spiega - la concussione non c'è perché il concusso non esiste, non ha subito nessuna minaccia. Io sono intervenuto come Presidente del Consiglio perché ero preoccupato che non potesse succedere un episodio di...diplomatico...un..un incidente diplomatico internazionale e anche per aiutare, come faccio sempre, delle persone in difficoltà, quindi la concussione è risibile, non esiste". Silvio Berlusconi infatti sostiene che era convinto che Ruby Rubacuori, la giovane marocchina al centro dell'indagine, fosse la nipote del presidente egiziano Mubarak. Nel salotto di Alfonso Signorini a Kalispera, però, la stessa Ruby svelerebbe di non aver mai detto a Berlusconi che era la nipote di Mubarak tanto che venne a conoscenza di questa storia solo leggendo i giornali.
La conferenza stampa continua e Silvio Berlusconi precisa che "l'altra cosa (che sarebbe il reato di prostituzione minorile, ndr) non esiste per dichiarazione delle persone interessate con tutte le testimonianze al riguardo, quindi sono cose pretestuose".
"A me spiace che queste cose abbiano offeso la dignità del Paese, abbiano portato fango, sul nostro Paese, sul governo oltre che sulla mia persona internazionalmente - sottolinea il premier affermando in conclusione - Mi domando chi pagherà questa attività che a mio modesto avviso ha soltanto finalità eversive". Ma il Presidente del Consiglio, visibilmente irritato, ha poi voluto aggiungere: "Una vergona veramente, uno schifo e una vergogna, e non so come pagheranno. Nessuno pagherà, alla fine pagherà lo Stato perché naturalmente intenterò una causa allo Stato perché sapete che non c'è la responsabilità dei magistrati, ed è una cosa da cambiare che cambieremo".

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