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Ruby: ok conflitto di attribuzione. Per i 314 è la nipote di Mubarak

La Camera vota per il conflitto di attribuzione, con 314 i voti a favore e 302 contrari, e ora sarà la Corte Costituzionale a decidere se il reato di concussione è di natura ministeriale. Con questo voto la maggioranza sembra quindi essere convinta che Berlusconi chiamò in Questura solo perché convinto che Ruby era la nipote di Mubarak.

Oggi comincia il processo Ruby, che vede indagato il premier Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. Ma ieri la Camera ha votato con 12 voti di scarto (stando a fonti parlamentari 314 i voti a favore e 302 quelli contrari) a procedere sul conflitto di attribuzione, che ha l'intento di portare al Tribunale dei Ministri il processo del premier. La maggioranza si dice infatti convinta che la telefonata di Silvio Berlusconi in questura è di natura ministeriale, perché il premier sarebbe stato convinto che la marocchina Ruby Rubacuori fosse la nipote dell'ex presidente egiziano Mubarak.
"Un giorno di ordinaria follia. Nessuno può credere davvero che qui ci sia qualcuno in grado di sostenere che la signorina Ruby Rubacuori fosse la nipote di Mubarak - tuona immiediatamente Antonio Di Pietro - Il presidente del Consiglio Berlusconi ha scelto di fare politica soltanto per sfuggire alla giustizia, ha scelto Montecitorio per non andare a San Vittore, e tutti coloro che continuano ad occuparsi soltanto di questo sono complici politici". Pier Luigi Bersani, segretario del PD, commenta la decisione sul conflitto di attribuzione spiegando che "la maggioranza ha deciso che Ruby è la nipote di Mubarak. E così ci umiliano davanti al mondo. Solo i disonesti non arrossiscono di fronte a delle cose così. Gli onesti arrossiscono, perché il Paese ci sta a cuore".
Dario Franceschini, capogruppo del PD alla Camera, sottolinea invece che comunque "i 330 voti di cui parla Berlusconi sono un miraggio. Se li sogna. Sono solo in grado di stringere i ranghi e garantire a stento il varo dei provvedimenti che servono al premier, cosa che non sanno fare per i provvedimenti utili al Paese". E Umberto Bossi, Ministro per il Federalismo, afferma comunque che "12 voti di maggioranza bastano". Molto apprezzato l'intervento del deputato del Pd Pierluigi Castagnetti, durante le dichiarazioni di voto che dice: "Non è vero, infatti, che Berlusconi ha agito nell'interesse dello Stato, come richiederebbe la legge costituzionale n. 1 del 1989, quando ha telefonato alla questura di Milano o quando ha organizzato le serate di Arcore. Lì c'era di tutto e di più, tranne che l'interesse dello Stato. Non può configurarsi, dunque, alcun conflitto tra Camera e magistratura poiché la competenza a qualificare la ministerialità dei reati è indiscutibilmente posta in capo alla magistratura. Lo dicono gli articoli 96 e 101 della Costituzione, la dottrina e la giurisprudenza consolidata. Basterebbe vedere le sentenze della Corte di cassazione sui casi De Lorenzo, De Michelis, Matteoli e Mastella". Per Castagnetti questa istanza di conflitto dinanzi alla Corte Costituzionale è solo un modo per "assecondare la strategia difensiva degli avvocati del Presidente Berlusconi: dopo le leggi ad personam per evitare i processi, ora anche i provvedimenti ad defensorem per aiutare il lavoro degli avvocati!".

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