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Ricatto a premier, Pm: scelga tra 4 date. Alfano: Berlusconi andrà

I pm di Napoli, che indagano sul caso Tarantini e su una presunta estorsione ai danni del premier, hanno dato a Berlusconi un ventaglio di 4 date per poter essere ascoltato come parte lesa. Nel frattempo, è stato interrogato, come persona informata sui fatti, Niccolò Ghedini.

I pm di Napoli, che indagano sul caso Tarantini e su una presunta estorsione ai danni del premier, non hanno potuto ieri ascoltare, come parte lesa, Silvio Berlusconi perché in "trasfera" in Europa, dove ha incontrato diversi rappresentanti dell'Unione. Per questo motivo sembra che a Berlusconi sia stato notificato un atto di citazione dove sono state presentate un ventaglio di date (giovedì e domenica, dalle 8 alle 20), e il premier dovrà comunicare entro oggi in quale giorno preferisce fissare l'interrogatorio. Nell'atto di citazione, come è normale che sia, sembra che fossero elencati tutti gli articoli relativi agli obblighi dei testimoni, compresa la possibilità e l'iter dell'accompagnamento coatto. Ma il procuratore Giovandomenico Lepore, dopo le voci circolate su una possibile richiesta da parte della Procura di Napoli di un accompagnamento coatto precisa che "quella di costringere il premier a rendere testimonianza come parte lesa resta un'ipotesi remota - sottolineando - Comunque dovremmo passare per la Camera". Il magistrato pensa inoltre che non si arriverà a fare "nulla del genere" anche perché Berlusconi ha a disposizione ben 4 date disponibili. La memoria scritta dal Cavaliere e presentata ai pm, infatti, non sembra sia sufficiente per evitare la testimonianza di Berlusconi poiché, sottolinea sempre Lepore, questa è "rilevante perché si tratta di un procedimento con persone detenute e avrà un peso significativo anche sulle decisioni che la stessa procura prenderà nei prossimi giorni, sia riguardo a Tarantini sia alla moglie". Il segretario del Pdl Angelino Alfano, intervenuto a Ballarò, ricorda che "il presidente del Consiglio ha sempre detto che le sue frequentazioni private non hanno avuto niente di illecito e niente di immorale" e per questo non crede che "il presidente Berlusconi sia ricattato né ricattabile". Infine, Afano pensa che Berlusconi non "si sottrarrà" all'interrogatorio. In attesa di parlare con il premier, i magistrati partenopei hanno ascoltato, come persona informata sui fatti, il deputato e difensore di Berlusconi, Niccolò Ghedini, che pare abbia confermato di non aver saputo mai nulla dei 500mila euro oggetto dell'inchiesta.

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