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Processo Ruby: parla Berlusconi. Canalis e Clooney a prossima udienza

Silvio Berlusconi ha reso dichiarazioni spontanee nel corso del cosiddetto processo Ruby e che non si sarebbe fatto interrogare perché "si legge su alcuni giornali che questo tribunale avrebbe già deciso per la mia condanna". Alla prossima udienza sono stati chiamati dalla difesa George Clooney e la sua ex Elisabetta Canalis.

Silvio Berlusconi ha oggi reso dichiarazioni spontanee, leggendo una memoria difensiva, nel corso del cosiddetto processo Ruby, che lo vede imputato per concussione e prostituzione minorile. Appena entrato nell'aula del Tribunale di Milano dove si sta svolgendo il processo, Silvio Berlusconi e il pm Ilda Boccassini si sono stretti la mano. Nel corso delle sue dichiarazioni, il presidente del collegio, Giulia Turri, quando si è accorta che Berlusconi stava leggendo, gli ha chiesto se non preferisse che la memoria venisse semplicemente acquisita agli atti senza previa lettura, ma l'ex premier ha preferito continuare. Silvio Berlusconi ha precisato che avrebbe "preferito rendere interrogatorio" ma che "la storia di questi vent'anni di accuse della procura di Milano" nei suoi confronti non glielo hanno consentito". Berlusconi spiega quindi di essere disponibile a farsi interrogare ma solo "da chi ponga domande essendo davvero interessato alle mie risposte", e nel corso delle sue dichiarazioni spontanee ha aggiunto: "Si legge su alcuni giornali che questo tribunale avrebbe già deciso per la mia condanna. Io non voglio credere che sia così. Se in un Paese non ci fosse la certezza della imparzialità dei giudici, questo Paese sarebbe barbaro, incivile, non più una democrazia. Per questo ho deciso di rilasciare queste dichiarazioni spontanee illustrando i fatti nella loro concreta realtà".

Ma quali sono questi "fatti nella loro concreta realtà", dal punto di vista del Cavaliere? Silvio Berlusconi evidenzia che "questo processo si basa su due punti fondamentali, la mia telefonata del 27 maggio alla questura di Milano e i miei rapporti con Kharima El Mahroug, detta Ruby", ricordando prima di tutto il contesto internazionale all'epoca del fermo della giovane marocchina, quando si è evitato un "incidente diplomatico" a causa dell'arresto di un figlio di Gheddafi in Svizzera. L'ex premier spiega che durante una sua visita in Libia disse a Gheddafi che sarebbe rimasto "ospite" nel suo Paese fino a quando non avesse rilasciato anche l'ultimo cittadino svizzero e che "qualche ora più tardi" l'ex dittatore libico gli comunicò "che lo svizzero era stato messo su un aereo per la Svizzera". Silvio Berlusconi ribadisce quindi che Ruby gli aveva raccontato di essere una nipote dell'ex presidente egiziano e che lo stesso Mubarak gli avrebbe "confermato di conoscere sua madre anche se non sapeva che avesse una figlia che era scappata di casa". Il Cavaliere prosegue nelle sue dichiarazioni spontanee chiarendo: "Quando mi venne comunicato che una parente di Mubarak era in questura a Milano mi venne spontaneo collegare la vicenda a quella del figlio di Gheddafi e la preoccupazione di evitare che avesse conseguenze sui nostri rapporti con l'Egitto". Berlusconi precisa quindi che il suo intervento sulla questura di Milano "fu solo cognitivo" tanto che non chiamò "né il questore di Milano né il prefetto" nonostante gli "sarebbe stato agevole come presidente del Consiglio". L'ex premier spiega quindi che mandò in questura Nicole Minetti solo "per favorire l'identificazione" della ragazza, visto che il consigliere regionale della Lombardia aveva "conosciuto Ruby ad Arcore, precisando però che non chiese mai "al capo di gabinetto Ostuni "di intervenire sulle procedure in corso".

Silvio Berlusconi
continua descrivendo quindi le serate e le feste di Arcore, dove "accadeva quel che si può vedere in ogni locale aperto al pubblico" escludendo "che si sia assistito a qualunque scena di natura sessuale" e precisando: "I miei rapporti con le ospiti delle mie cene erano basati sul rispetto, non c'è mai stata alcuna dazione di denaro per ottenere rapporti intimi, lì come tutta mia vita. E nessuna delle mie ospiti poteva essere qualificata come escort come poi è accaduto sui giornali". Ascoltato come testimone, anche il cantante napoletano Mariano Apicella ha confermato che nel corso delle feste organizzate ad Arcore c'era sempre "un atteggiamento molto rispettoso" e che "si parlava e si ballava, tutto qua", sottolineando che Silvio Berlusconi non avrebbe mai "allungato le mani" e ribadendo di non ricordare di aver mai conosciuto Ruby durante quelle serate.

La difesa di Silvio Berlusconi ha chiamato invece per la prossima udienza due testimoni d'eccezione, George Clooney e la sua ex Elisabetta Canalis, che hanno sempre negato di aver conosciuto Ruby Rubacuori , mentre la giovane marocchina avrebbe raccontato di averli incontrati entrambi in una serata ad Arcore. L'intento della difesa del Cavaliere è quello di dimostrare che Kharima el Mahroug era solita "trasformare" la realtà dei fatti, come ha fatto quanto ha sostenuto di essere la nipote di Mubarak.

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