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Processo Ruby: legali Berlusconi presentano appello perché "fatto non sussiste"

I legali di Silvio Berlusconi hanno depositato presso il tribunale di Milano il ricorso in appello contro la sentenza che ha condannato l'ex premier a sette anni di carcere per il caso Ruby Rubacuori. Nel ricorso, si chiede l'assoluzione di Silvio Berlusconi "perché il fatto non sussiste".

I legali di Silvio Berlusconi hanno depositato presso il tribunale di Milano il ricorso in appello contro la sentenza con cui nel giugno 2013 l'ex premier è stato condannato sette anni di carcere per il caso Ruby Rubacuori. Nel ricorso, i difensori di Berlusconi chiedono l'assoluzione dalle accuse di concussione e prostituzione minorile con la formula "perché il fatto non sussiste". Nelle motivazioni della sentenza di primo grado del processo Ruby, invece, i giudici hanno stabilito come risulterebbe "innanzitutto provato che l'imputato abbia compiuto atti sessuali con Karima El Mahroug in cambio di ingenti somme di denaro", sottolineando che Silvio Berlusconi "al di là di ogni ragionevole dubbio" era consapevole "della minore età" di Ruby. Inoltre, nella sentenza di primo grado il Tribunale di Milano si legge che Silvio Berlusconi "intervenne pesantemente sulla libertà di autodeterminazione del capo di gabinetto". Motivazioni, queste, che i legali del Cavaliere hanno definito "surreali, in totale contrasto con gli elementi probatori, con la logica, con i fondamentali principi di diritto e con la giurisprudenza della Corte di Cassazione".

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