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Processo Ruby, Fiorillo: mai affidata a Minetti. Al via requisitoria

Dopo la deposizione del magistrato Anna Maria Fiorillo, che conferma nel corso del processo Ruby di non aver mai autorizzato l'affidamento della ragazza a Nicole Minetti, inizia la requisitoria della pubblica accusa. L'8 marzo Ilda Boccassini presentera la richiesta di condanna nei confronti di Silvio Berlusconi.

Chiusa l'istruttoria del dibattimento nel cosiddetto processo Ruby, nel quale Silvio Berlusconi è accusato di prostituzione minorile e di concussione. Nell'ultima deposizione è stata chiamata a testimoniare il magistrato dei minori Anna Maria Fiorillo , di turno la notte tra il 27 e 28 maggio, quando fu fermata la minorenne marocchina Karima El Mahroug, che si era rivolta al CSM dopo che l'allora ministro degli Interni Roberto Maroni sostenne che Ruby Rubacuori fu affidata all'ex consigliera regionale Nicole Minetti in base a corrette procedure. La Fiorillo, invece, sostiene di non aver "mai dato quell'autorizzazione", e lo ribasice anche oggi in Aula. La dottoressa Fiorillo conferma di aver dato "disposizione perché la ragazza fosse messa in una comunità per minori, dopo essere fotosegnalata e identificata". Racconta dell'arrivo in questura, a Milano, di Nicole Minetti, e afferma di non aver mai creduto che la ragazza fosse la nipote del presidente egiziano Mubarak, anche perché già individuata come marocchina. La Fiorillo spiega che l'autorizzazione all'affidamento a Nicole Minetti l'avrebbe data solo se ci fosse stato un "intervento del consolato egiziano, almeno una nota o una comunicazione". Cosa che ovviamente non avvenne. Iniziata poi la requisitoria del pm Antonio Sangermano, mentre l'8 marzo il procuratore Ilda Boccassini pronuncerà la richiesta di condanna nei confronti di Silvio Berlusconi. L'udienza della difesa del leader del PDL, invece, è stata fissata l'11 marzo. Il pm Sangermno avrebbe spiegato, nel corso della requisitoria, che ad Arcore c'era un "collaudato sistema prostitutivo organizzato per favorire il soddisfacimento, il piacere sessuale del presidente Berlusconi". Di questo sistema, afferma l'accusa, era "parte integrante" anche Ruby Rubacuori, oltre che Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede, le cui posizioni sono state stralciate rispetto a quelle di Silvio Berlusconi in un fascicolo a parte.

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