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Processo Mediaset: appello conferma condanna Berlusconi

Arriva la sentenza del processo Mediaset, quello sui diritti tv per cui Silvio Berlusconi è accusato di frode fiscale. La sentenza d'Appello conferma quella di primo grado: 4 anni di reclusione, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e 3 anni dalle cariche societarie.

La Corte d'Appello di Milano conferma la sentenza di primo grado sul processo Mediaset, quello sui diritti tv che vede Silvio Berlusconi accusato di frode fiscale. La sentenza di secondo grado condanna quindi Berlusconi a 4 anni di carcere ma soprattutto a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e a 3 anni dalle cariche societarie. L'ex premier ha appreso la sentenza dal suo studio di Palazzo Grazioli a Roma. I giudici della Corte d'Appello di Milano avevano respinto la richiesta di sospensione del processo Mediaset avanzata dai legali di Silvio Berlusconi, che chiedevano di attendere le decisioni della Consulta sul conflitto di attribuzione, poiché hanno ritenuto che "non si tratta di sospensione necessaria" e che comunque "la pronuncia della Corte Costituzionale non è decisiva". Diventa cruciale quindi per il Cavaliere la sentenza della Cassazione, a cui i suoi legali ricorreranno, poiché in caso di conferma a causa della interdizione dai pubblici uffici Silvio Berlusconi decadrebbe dalla carica di parlamentare. "Si tratta di una sentenza assolutamente scontata considerati i toni e i modi utilizzati dai giudici nella conduzione del processo" hanno detto gli avvocati difensori di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo, nel commentare la sentenza d'Appello, che ha invece assolto il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e altre due persone. Berlusconi, con altre tre persone, è stato anche condannato a versare una provvisionale di 10 milioni di euro a favore dell'Agenzia delle Entrate.

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