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Piazza del Popolo, Berlusconi: o governo forte oppure si va al voto

Da Piazza del Popolo Silvio Berlusconi chiarisce che "o si fa un governo forte che coinvolge in un momento così grave tutte le forze politiche responsabili nell'interesse del Paese, oppure si va al voto. Non ci sono alternative", perché lo scenario Cipro può arrivare anche in Italia.

Piazza del Popolo è piena per la manifestazione del 23 marzo indetta dal Popolo della libertà. A parlare, per circa un'ora e mezza, è solo Silvio Berlusconi, con l'arrivo di Angelino Alfano solo poco prima di salutare la piazza. Tra Berlusconi ed Alfano un abbraccio che stringe l'intero Popolo della libertà intorno al suo leader. Silvio Berlusconi esordisce subito precisando: "Siamo già tutti pronti per una nuova campagna elettorale, e questa volta per vincere alla grande, per vincere davvero". Il leader del PDL infatti precisa: "O si fa un governo forte che coinvolge in un momento così grave tutte le forze politiche responsabili nell'interesse del Paese, oppure si va al voto. Non ci sono alternative". Il messaggio rivolto a Pier Luigi Bersani, che ha ottenuto da Giorgio Napolitano un mandato esplorativo per cercare di formare un governo "al più presto" come auspica lo stesso Capo dello Stato, è quindi chiaro. "Siamo qui e cominciamo con una denuncia e una proposta. - spiega Berlusconi - La denuncia politica riguarda la sinistra, che, forte della sua antica professionalità nelle sezioni e negli scrutinii elettorali, si è guadagnata uno 0.3% in più di voti, e, con questo 0.3, ha osato mettere le mani sulle Presidenze di Camera e Senato come se le istituzioni fossero tutte quante 'cosa loro'. E ora puntano a fare lo stesso con la Presidenza della Repubblica. Dico qui, forte e chiaro, che sarebbe una specie di golpe, che sarebbe un atto ostile contro metà e oltre del Paese". Berlusconi quindi ricorda: "Bersani aveva detto prima del voto: se anche prendessi il 51%, mi comporterei come se avessi preso il 49%. Bene, non ha preso né il 51 né il 49, ma solo il 29, eppure si vuole sequestrare il 100% delle cariche istituzionali. E' inaccettabile!".

Il leader del PDL ribadisce quindi la necessità di passare "all'elezione popolare diretta del Capo dello Stato, come accade in America o in Francia", riforma questa che "nella scorsa legislatura siamo riusciti a far approvare questa riforma solo al Senato", sottolinea Berlusconi. "Ma anche ora in attesa di questa riforma non è assolutamente pensabile che, con un colpo di mano, sempre aggrappandosi allo 0,3% di cui parlavo prima, questi signori pensino di imporci uno di loro, magari uno dei più estremisti di loro, per 7 anni. - continua Berlusconi - Questa volta, con il Presidente del Senato di sinistra, con il Presidente della Camera di sinistra, con il Presidente del Consiglio di sinistra, il Capo dello Stato deve essere un moderato, un liberale di centrodestra!". Ma Silvio Berlusconi a Piazza del Popolo non rivendica solo il diritto di un Presidente della Repubblica espressione dei moderati di centrodestra. Alla folla, Berlusconi sottolinea come il centrosinistra, perseguendo la politica di "scouting" di Bersani nel MoVimento 5 Stelle nonostante Beppe Grillo "lo sbeffeggia e lo manda a quel paese 3-4 volte al giorno", sia solo un "irresponsabile". "Sono irresponsabili. Sono fuori dalla realtà perché non sanno ascoltare la sofferenza del Paese. - prosegue Berlusconi - Non capiscono il dramma degli imprenditori. Non capiscono il dramma dei disoccupati, con i livelli record della disoccupazione, in particolare di quella giovanile. Non capiscono l'incubo di chi riceve lettere e cartelle minacciose da parte dell'Agenzia delle Entrate. Non capiscono il dramma di chi vuole fare impresa e deve fare i conti con una burocrazia oppressiva, che toglie tempo e risorse, che ti fa andar via la voglia di realizzare qualcosa di nuovo. Scherzano con il fuoco, e non capiscono che poi, perfino per un grande Paese come il nostro, possono materializzarsi rischi gravi, magari anche scenari pericolosissimi per il risparmio privato delle famiglie, come sta accadendo a Cipro".

Berlusconi quindi avverte: "Se per caso, dopo l'incarico precario ricevuto, Bersani e il PD insisteranno con questo tentativo assurdo di Governo senza numeri, di Governo di minoranza, sappiano che la nostra opposizione sarà durissima, senza sconti, in Parlamento e nelle piazze, in mezzo alla gente che soffre per la crisi che loro non vedono. Se invece non combineranno nulla, se non ci riusciranno, allora l'essenziale è che non facciano perdere tempo al Paese, che non facciano melina. Si torni subito al voto, e si restituisca la parola agli italiani. Noi siamo assolutamente pronti". "Dopo la catastrofe Monti, noi abbiamo messo a punto un programma di riforme e di grande rilancio dell'economia, con al primo posto l'abbassamento della pressione fiscale che è insopportabile sulle famiglie e sulle imprese. - ricorda Berlusconi - La nostra ricetta liberale per uscire dalla recessione e rilanciare l'economia. E' una ricetta che ha sempre funzionato e che in sintesi dice: meno tasse sulle famiglie, sulle imprese, sul lavoro producono più consumi, più produzione, più posti di lavoro con la conseguenza di maggiori entrate nelle casse dello Stato che recupera così quanto serve per aiutare chi è rimasto indietro. Non ci sono altre soluzioni per l'Italia. Altrimenti non c'è che il voto".

Il Popolo della libertà non sembra quindi temere un ritorno immediato alle urne, annunciando a Piazza del Popolo: "Se siete tutti pronti, allora vi comunico che sono pronto anch'io...Sì, sono pronto anch'io a combattere insieme a voi una grande battaglia per la libertà e per una nuova Italia". "C'è una frase di Gandhi che mi ha commosso: 'Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci'. Sono sicuro che sarà così anche per noi" assicura Berlusconi prima di salutare Piazza del Popolo, ribadendo che il PDL "diversamente dagli altri, non ha dovuto cambiare idee e obiettivi. Per noi resta decisivo sconfiggere le tre oppressioni: l'oppressione fiscale, l'oppressione burocratica, l'oppressione giudiziaria". "Lotteremo in Parlamento per difendere il voto di 10 milioni di italiani. - conclude Berlusconi - Ma saremo anche nelle piazze, nelle strade, con la gente. E oggi, da questa piazza, vogliamo dare inizio a un nuovo modo di fare politica, per far vivere insieme la democrazia rappresentativa e la democrazia diretta, il Parlamento e la partecipazione. Siamo donne e uomini responsabili. Ma non possiamo accettare che la democrazia e la libertà siano calpestate da chi vorrebbe annientare gli avversari politici per via giudiziaria. Non possiamo accettare che la democrazia e la libertà siano calpestate da chi vorrebbe cancellare il voto e i diritti fondamentali di un terzo degli italiani. Noi non lo consentiremo".

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