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Napolitano: toccato il limite. E Berlusconi condivide manifesti su BR?

Giorgio Napolitano richiama al senso della misura, perché con i manifesti "Via le BR dalle Procure" si è toccato "il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni". Ma Berlusconi pare condividere "il senso di quei manifesti".

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha scelto di omaggiare il prossimo 9 Maggio, Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, i "servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro lealtà alle istituzioni repubblicane" e "in primo luogo i dieci magistrati che, per difendere la legalità democratica, sono caduti per mano delle Brigate Rosse e di altre formazioni terroristiche" in particolar modo perché "costituisce una risposta all'ignobile provocazione del manifesto affisso nei giorni scorsi a Milano con la sigla di una cosiddetta 'Associazione dalla parte della democrazia', per dichiarata iniziativa di un candidato alle imminenti elezioni comunali nel capoluogo lombardo". I manifesti in questione ("Via le BR dalle Procure") sono quelli affissi da Roberto Lassini, presidente dell'Associazione dalla parte della democrazia, nata come lui stesso spiega per "dare manforte a Berlusconi". Ma Napolitano, che in questi giorni, anche a seguito dei continui attacchi diretti alla magistratura da parte del premier Silvio Berlusconi, era stato invitato ad intervenire, non da ultimo da Antonio Di Pietro, sottolinea non solo come quel manifesto rappresenta "innanzitutto una intollerabile offesa alla memoria di tutte le vittime delle BR, magistrati e non" ma anche "indica, inoltre, come nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sull'amministrazione della giustizia, si stia toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni". E mentre il Capo dello Stato richiama "al senso della misura e della responsabilità da parte di tutti", l'Agi rivela che, stando a fonti parlamentari del Pdl, Silvio Berlusconi "non avrebbe accolto positivamente l'affissione dei manifesti proprio a ridosso di un voto considerato delicato" ma che privatamente giudicherebbe "l'iniziativa politicamente giusta" perché, avrebbe espresso: "Va al nocciolo della questione, e cioè ci sono magistrati e, in particolare, pubblici ministeri, che fanno della giustizia un uso improprio, sono politicizzati e hanno come unico scopo quello di farmi fuori". In poche parole, riassume sempre l'Agi, il Presidente del Consiglio avrebbe "condiviso il senso di quei manifesti" ricordando che solo qualche giorno fa fu lo stesso Berlusconi a "denunciare il 'brigatismo giudiziario' " durante una riunione. Parole queste "non pronunciate pubblicamente, ma mai nemmeno smentite" conclude l'Agi (http://is.gd/9Upggo).

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