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Mills, Berlusconi: mai conosciuto. Quei soldi "compenso professionale"

Silvio Berlusconi "rinfresca" la memoria dei giornalisti regalando loro alcuni stralci del libro-intervista del 2008 di Bruno Vespa, dove il premier affermava di non ricordare di aver mai conosciuto David Mills e che i soldi versati all'avvocato inglese erano solo un "compenso professionale".

Silvio Berlusconi fa "un regalo" ai giornalisti presenti al Palazzo di Giustizia a Milano dove ieri era in corso una udienza sul caso Mills, che vede il premier imputato con l'accusa di corruzione in atti giudiziari. Il pm Fabio De Pasquale sostiene infatti che Berlusconi avrebbe corrotto l'avvocato britannico, per dire il falso nei processi in cui era coinvolto, versando a David Mills dal gruppo Fininvest ben 600mila dollari. Il regalo in questione sarebbe la copia di alcuni passaggi di una intervista di Berlusconi sul caso Mills tratta dal libro di Bruno Vespa del 2008 intitolato "Viaggio in un'Italia diversa". Tra le frasi scelte quella che sottolinea come questi soldi siano stati solo un "compenso professionale" che non furono dichiarati "per evitare di pagare le imposte al fisco inglese e di dover dividere questo denaro con i colleghi del suo studio, visto che aveva condotto tutte le relative operazioni all'estero e professionalmente". In un altro passaggio, sempre tratto dal libro-intervista, il premier che spiega: "L'avvocato David Mills era uno dei tantissimi avvocati di cui all'estero si era servito occasionalmente il gruppo Fininvest. Io non ricordo di averlo mai conosciuto". Silvio Berlusconi continua affermando comunque che il processo in cui è imputato è "già morto", visto che dovrebbe cadere in prescrizione nel gennaio 2012, e forse anche qualche mese prima grazie al disegno di legge sulla prescrizione breve. Arrivare ad una sentenza, anche se non definitiva, è per molti estremamente importante perché, anche se Berlusconi assicura di non aver mai conosciuto David Mills, l'avvocato inglese è stato però condannato, anche se il reato poi prescritto, con l'accusa appunto di aver ricevuto "600.000 dollari versati sul suo conto da Silvio Berlusconi, attraverso il manager Carlo Bernasconi, per testimoniare due volte il falso nell'ambito di due processi in cui era imputato Silvio Berlusconi", come riporta anche Wikipedia. Se quindi il corrotto è stato condannato, sottolineano alcuni osservatori, è lecito pensare che anche chi ha corrotto sia colpevole.

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