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Merkel e Sarkozy ridono di Berlusconi, e UE lancia ultimatum a Italia

Silvio Berlusconi assicura che "non c'è alcun rischio per l'Italia", ma gli sguardi complici e le risate tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy sembrano essere più eloquenti di qualsiasi analisi politica.

Quando Silvio Berlusconi ha assicurato che "non c'è alcun rischio per l'Italia" in molti, probabilmente, oltre a vari gesti apotropaici, si saranno guardati come hanno fatto Nicolas Sarkozy e Angela Merkel (http://is.gd/fyk86r) durante la conferenza stampa a Bruxelles. Dopo lo scoppio di ilarità della cancelliera tedesca e del presidente francese, seguito dalle risate dei cronisti radunati in sala stampa che attendevano di sapere se il governo Berlusconi era riuscito a dare risposte attendibili sulla crisi, la credibilità dell'Italia nel mondo sembra essere infatti definitivamente crollata. Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, non ha in effetti tutti i torti quando afferma che "nessuno è autorizzato a ridicolizzare l'Italia", il problema però, sottolineerebbe qualcuno, è capire chi è che sta mettendo realmente in imbarazzo il Paese. Dopo i sorrisi sarcastici, è Nicolas Sarkozy ha prendere la parola cercando di tornare serio, e con un certo "understatement" spiega che Francia e Germania ripongono la loro "fiducia nel senso di responsabilità di TUTTE le autorità italiane, politiche, finanziarie ed economiche", aggiungendo che l'incontro con Berlusconi e Papandreou (premier greco) è servito per ricordare "le responsabilità che hanno e le decisioni che devono prendere". Decisioni che il governo italiano dovrà presentare entro mercoledì prossimo davanti al Consiglio Europeo, come ammonisce Herman Van Rompuy, che chiarisce di aver "chiesto rassicurazioni perché l'Italia attui le misure che ha promesso", specificando che quelle "sul bilancio", come anche "la riforma del mercato del lavoro, della giustizia, le privatizzazioni, la lotta all'evasione fiscale" devono essere "attuate in tempi rapidi". Il presidente del Consiglio europeo spiega quindi: "Nei prossimi giorni, lavoreremo mano nella mano perché gli altri membri dell'UE e dell'eurozona siano rassicurati che l'Italia attuerà quello che ha promesso - concludendo - Bisogna rassicurare gli investitori e gli altri Paesi membri, faremo questo lavoro insieme e io credo che (l'Italia, ndr) sia pronta a farlo". Insomma, l'UE lancia un vero e proprio ultimatum all'Italia per "calendarizzare" quelle riforme necessarie per fronteggiare la crisi, recuperare credibilità sui mercati e rilanciare la crescita. Tutto questo, possibilmente, in 3 giorni e soprattutto prima della prossima ondata speculativa che potrebbe minare definitivamente quella (poca?) fiducia che l'Europa sembra ancora serbare verso l'Italia.

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