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Mediatrade, Berlusconi: io sotto la spada di Damocle comunista

Silvio Berlusconi si è presentato al processo Mediatrade ma prima ha spiegato, su Canale 5, che tutte le accuse sarebbero orchestrate da una sinistra comunista che lo vorrebbe continuare a "mantenere sotto una spada di Damocle giudiziaria e mediatica".

Silvio Berlusconi, come promesso, si è presentatao alla ripresa del processo Mediatrade, che lo vede imputato per frode fiscale e appropriazione indebita. Per il suo arrivo è stato necessario un folto schieramento di polizia, visto che davanti al Palazzo di Giustizia, come annunciato, si sono presentati un gruppo di militanti del Pdl per dimostrare tutta la soliderietà verso il loro premier. Per par condicio, come direbbe qualcuno, un altro gruppo ha invece voluto rappresentare l'altra parte dell'Italia, con tanto di cartelli con la scritta: "Dimettiti". Dopo l'udienza a porte chiuse Silvio Berlusconi si è fermato davanti al gazebo dei suoi e salito sul predellino della sua auto a ha salutato con la mano per ringraziare i "supporter" e per assicurare che l'udienza era "andata bene" spiegando che ora si preparerà per "il 4 aprile", data in cui è stato aggiornato il processo Mediatrade. Ma la mattinata di Silvio Berlusconi era iniziata con "La telefonata" (letteralmente) su Canale 5 da Maurizio Belpietro, dove il premier ha spiegato perché è innocente e che tutti questi processi che lo vedono coinvolto (25 con questo Mediatrade, quindi ancora 6 nel penale e 1 nel civile) sono il "tentativo che viene fatto per cercare di eliminare il maggiore ostacolo che la sinistra ha nella riconquista del potere" anche perché "si tratta di accuse non solo infondate ma anche ridicole" spiega al pubblico di Mediaset. Ridicole anche perché, afferma, lui non si sarebbe mai "occupato di diritti televisivi".
Silvio Berlusconi quindi spiega che tutte queste accuse e questi processi nei suoi confronti servirebbero solo per &continuare a mantenere sotto una spada di Damocle giudiziaria e mediatica il nemico ideologico e politico che è Silvio Berlusconi, che è l'ostacolo che impedisce alla sinistra di raggiungere il potere". Il premier è infatti convinto, anche perché non è la prima volta che lo ripete, che "purtroppo il comunismo in Italia non si è mai arreso e non è mai cambiato" e che quindi "C'è ancora chi usa il codice penale come uno strumento di lotta ideologica e pensa che la parte politicizzata della magistratura possa usare qualsiasi mezzo per annientare l'avversario che è vittorioso alle elezioni e che è forte nel consenso popolare".

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