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Libia, Berlusconi: pronti a sostenere governo nella lotta contro l'ISIS

Paolo Gentiloni e Roberta Pinotti hanno già annunciato che "l'Italia è pronta a guidare in Libia una coalizione di paesi dell'area, europei e dell'Africa del Nord, per fermare l'avanzata" dell'ISIS. Silvio Berlusconi dichiara che Forza Italia "è pronta a contribuire in modo costruttivo alle difficili scelte che il nostro paese dovrà prendere".

"La drammatica evoluzione della situazione in Libia è la dimostrazione di quanto furono sbagliate le scelte occidentali relative al Nord Africa negli anni passati. Scelte che non abbiamo mai mancato di criticare e denunciare, ben prefigurando quali nefasti scenari futuri avrebbero prodotto" osserva in una nota Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, commentando l'avanzata del sedicente Stato Islamico in LIbia, dove ha già occupato le città di Derna e Sirte e minaccia di conquistare anche Misurata, maggior porto della Libia nonché terza maggiore città dopo Tripoli e Bengasi. I ministri degli esteri e della Difesa, Paolo Gentiloni e Roberta Pinotti, hanno già annunciato che "l'Italia è pronta a guidare in Libia una coalizione di paesi dell’area, europei e dell’Africa del Nord, per fermare l’avanzata del Califfato". Berlusconi accoglie "con favore l’intento del governo di non abdicare alle responsabilità che ci derivano dal ruolo che il nostro paese deve avere nel Mediterraneo e nella difesa del nostro continente, della sua civiltà e dei suoi valori di libertà, oggi minacciati" poiché "l'Italia non può tollerare la minaccia derivante dall’esistenza di un califfato dichiaratamente ostile alle proprie porte, sulle coste di uno Stato, la Libia appunto, ormai totalmente fuori controllo e distante poche centinaia di chilometri dalle nostre coste". Forza Italia, prosegue nel comunicato Berlusconi, "non ha mai rinunciato ad assumersi le proprie responsabilità e anche oggi è pronta a contribuire in modo costruttivo alle difficili scelte che il nostro paese dovrà prendere". Per questo motivo l'ex Cavaliere si augura che "l’esecutivo voglia al più presto coinvolgere il Parlamento tutto nell’assunzione di decisioni che, per la loro gravità, debbono trascendere le appartenenze di parte e di schieramento".

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