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Lettera dei frondisti: passo indietro per evitare elezioni anticipate

Tornano le voci sulla lettera stilata dai cosiddetti frondisti del Pdl, che vorrebbero un passo indietro di Berlusconi, anche per evitare le elezioni anticipate. Maurizio Paniz chiarisce invece alcune sue dichiarazioni al riguardo.

Berlusconi "va avanti" ma nella maggioranza i cosiddetti frondisti minacciano la stabilità del governo. Il premier, quasi per sfida, spiega che: "Voglio vedere chi avrà il coraggio di venirmi contro, chi sarà così irresponsabile da non appoggiare il governo rispetto a leggi così importanti per il Paese e sulle quali abbiamo preso impegni precisi con l'Europa". Nonostante questo, voci sempre più insistenti tornano a parlare di una lettera stilata dai frondisti del Pdl, all'interno della quale si chiederebbe formalmente al premier Silvio Berlusconi quel "passo indietro" reclamato a gran voce da tutta l'opposizione. Un passo indietro necessario per evitare le elezioni anticipate. In queste ore, però, a fare maggior scalpore sono state alcune dichiarazioni rilasciate da Maurizio Paniz, capogruppo del Pdl nella Giunta per le autorizzazioni a procedere nonché esponente di spicco della maggioranza, al quotidiano online Ilnordest.eu. In un primo momento le parole di Paniz furono interpretate come una vera a propria presa di distanza da Berlusconi, chiarite però poi da diretto interessato intervistato dal direttore di Rainews Corradino Mineo (http://is.gd/jLb50D). "Io non ho detto che (Berlusconi, ndr) sarebbe opportuno che facesse un passo indietro, ho detto non ritengo che faccia alcun passo indietro" precisa Maurizio Paniz, precisando: "Ma nell'ipotesi in cui lo facesse il governo deve essere espresso da questa maggioranza, perché questa è stata votata dagli italiani e lo possono guidare altre persone". Paniz infatti ammette che "il presidente Berlusconi ha sicuramente perso una parte del consenso che aveva nel 2008 e che ha avuto in antecedenza", ribadendo di non credere che il premier sia intenzionato a lasciare la guida del governo "perché ritiene di avere autorevolezza e carismo per poter gestire benessimo la situazione - continua il deputato del Pdl, chiarendo - Ma nell'ipotesi in cui decidesse di farlo, escludo di poter dare consenso, per quanto mi riguarda, ad un governo tecnico che ritengo inopportuno. Ritengo invece che questa maggioranza potrebbe essere in grado di esprimere un governo anche diverso guidato da un'altra personalità. Mi è stato chiesto quali potrebbero essere le personalità a guidarlo, ha fatto due nomi, quello del dottor Gianni Letta e quello del presidente Schifani. In questi termini confermo al cento per cento il mio pensiero".

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