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Lassini: "Via le BR dalle Procure" è "per dare manforte a Berlusconi"

A far affiggere i manifesti "Via le BR dalle Procure" è stata l'associazione di Roberto Lassini, candidato del Pdl a Milano, "per dare manforte a Berlusconi" che "è l'unico che può rivoluzionare davvero il sistema e questa volta deve riuscirci", come spiega a Il Giornale.

"Via le BR dalle Procure". Un paio di giorni fa, a Milano, sono apparsi questi cartelli che equiparano i magistrati ai brigatisti, e anche se allora non era ancora chiaro chi avesse potuto far affiggere tali manifesti, per molti sembrava palese che perseguissero una certa scia berlusconiana, anche perché il premier sabato 16 aprile, durante l'inaugurazione della nuova associazione di Maria Vittoria Brambilla, aveva affermato addirittura di voler aprire "una commissione d'inchiesta per accertare l'esistenza di una associazione a delinquere a fini eversivi all'interno della magistratura".
E infatti l'autore di tali cartelli è Roberto Lassini, nella lista del Pdl per le amministrative di Milano. Lassini è anche il presidente dell'associazione "Dalla parte della democrazia" (sic) che è nata appositamente per "dare manforte a Berlusconi", come spiega a Il Giornale. Per Roberto Lassini, infatti, Silvio Berlusconi "è l'unico che può rivoluzionare davvero il sistema e questa volta deve riuscirci. Io e un gruppo di colleghi ci siamo riuniti apposta per dargli manforte". Lassini, che non sembra avere nessuna intenzione di lasciare la lista del Pdl per il consiglio comunale di Milano, spiega inoltre che "quei manifesti sulla giustizia non volevano essere offensivi verso i magistrati, né mancare di rispetto alle istituzioni" sottolineando che sono stati solo "una provocazione".
Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, dichiara però che la loro "polemica con i settori politicizzati della magistratura non ha nulla a che fare con le deliranti affermazioni contenute nei manifesti apparsi a Milano e intitolati 'Via le BR dalle Procure', che costituiscono una totale distorsione della discussione in corso dei rapporti tra politica e giustizia".

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