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Elezioni 2013, Berlusconi: le 8 proposte per cambiare Equitalia

Mentre Pier Luigi Bersani pensa alle tecniche per "smacchiare il giaguaro", Silvio Berlusconi continua a lanciare proposte concrete, come le 8 che serviranno a cambiare Equitalia "per un fisco che non sia più nemico del contribuente".

Mentre Pier Luigi Bersani continua a pensare alle tecniche per "smacchiare il giaguaro", Berlusconi prosegue la sua campagna elettorale con proposte concrete. Se crederergli o meno, è una questione personale, ma è indubbio come in questa campagna elettorale Silvio Berlusconi sia stato l'unico ad esporre in maniera chiara tutte le proposte che il Popolo della libertà promette di realizzare se vincerà le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013. Dopo l'abolizione e la restituzione dell'IMU , ecco quindi che Berlusconi viene "al tema generale che vi avevo promesso all'inizio", dice nel corso del suo intervento al Lingotto di Torino, e cioè "la questione del mostro chiamato Equitalia".

"Noi diciamo sì alla lotta all'evasione, ma deve essere una lotta giusta e liberale - afferma Berlusconi - Per questo, serve una drastica revisione dei poteri di Equitalia. Vi dirò quindi le nostre 8 proposte per un fisco che non sia più nemico del contribuente". A scanso di equivoci, Berlusconi precisa immediatamente che "la lotta all'evasione va fatta, in un Paese che ha troppa economia in nero" ma che allo stesso tempo non è accettabile "consentire che l'Italia si trasformi, come vorrebbero Monti e la sinistra, in un Stato di polizia fiscale con il terrore che anche il minimo errore possa comportare una misura coercitiva sproporzionata rispetto all'errore stesso". Silvio Berlusconi sottolinea infatti come la crisi abbia colpito in modo particolare "il ceto medio; il piccolo imprenditore, l'artigiano, il commerciante, cioè la spina dorsale della nostra Italia, il motore trainante la nostra economia" che oltretutto, aggiunge il Cavaliere, "si vede aggredito dal suo stesso Paese". Berlusconi rivela quindi che "stime alla mano si calcola che almeno il 10% delle famiglie stia combattendo contro un nemico invisibile, ma incisivo nel modo di chiedere, chiamato 'Stato', che invia cartelle che seminano il panico", affermando che "quando queste cartelle vengono notificate nelle nostre case, sappiamo già di dover pagare senza avere tante armi a disposizione per la difesa, nonostante spesso la cifra che ci viene contestata sia errata, e senza contare i numerosi casi di cartelle pazze" e aggiungendo il caso "di tutte quelle persone, imprenditori in primis, che si vedono rifiutare mutui dalle banche perché scoprono, proprio grazie all'indagine bancaria, di avere ipoteche su immobili di proprietà?".

"Siamo alla legittimazione dell'ipoteca subdola di Stato - tuona il leader del PDL - Non parliamo dei grandi capitali, non parliamo di miliardari, parliamo del ceto medio, o forse sarebbe meglio dire di cittadini con passaporto italiano 'trattati da schiavi' ". "Chi evade deve pagare, ma i cittadini devono essere messi in condizione di dialogare con lo Stato, di ricevere dallo Stato supporto, devono percepire lo Stato come un interlocutore con cui confrontarsi e non come un nemico dal quale fuggire per oppressione" spiega quindi Silvio Berlusconi, che lancia le sue 8 proposte per cambiare Equitalia:

1) alzare il massimo di rate mensili praticabili: dalle attuali previste 72, occorre portarle a 120;
2) innalzare la rateizzazione "automatica" dai previsti 20mila euro a 200mila euro;
3) far decadere dal beneficio delle dilazione se non sono state pagate 5 rate consecutive anziché le attuali 2;
4) proposta "ossigeno per le imprese": stabilire la possibilità, per le piccole e medie imprese, di una moratoria di 12 mesi, con l'avvio o la ripresa tra un anno del pagamento delle rate;
5) portare il divieto di iscrizione d'ipoteca per importi complessivi inferiori a 200mila e non più solo a 20mila euro;
6) stabilire in ogni caso l'impignorabilità della prima casa e dei macchinari dell'impresa per debiti fiscali;
7) abolire la norma che prevede che il contribuente anticipi un terzo degli importi corrispondenti agli imponibili accertati, in caso di ricorso o contestazione al giudice, con relativa ridefinizione dei tempi del ricorso.

Ed infine, la proposta di una sorta di condono:
8) per il passato, rinuncia dello Stato alle pretese non sulle imposte, ma sulle sanzioni, sugli interessi e sugli oneri aggiuntivi.

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