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Decadenza Berlusconi, Alfano: esterrefatto da PD, metterà in ginocchio Italia

Il Pd e il MoVimento 5 Stelle spingono per votare già questa sera sulla decandenza di Silvio Berlusconi. Gaetano Quagliariello giudica assurdo il fatto che per rispondere alle pregiudiziali poste da Andrea Augello e Lucio Malan (Pdl) la Giunta per le immunità di Palazzo Madama abbia concesso solo "dieci minuti a ciascun gruppo politico per intervenire". Rimane "esterrefatto anche Angelino Alfano che commenta: "Pur di eliminare per via giudiziaria lo storico nemico politico, preferisce mettere in ginocchio il Paese".

Il PD e il MoVimento 5 Stelle insistono per votare, già questa sera, sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Dopo le tre pregiudiziali poste ieri dal relatore di minoranza Andrea Augello (Pdl), oggi sarà Lucio Malan a presentare la quarta pregiudiziale in merito all'applicazione della legge Severino sul caso Berlusconi. "Questa sera presenterò una quarta pregiudiziale sul caso della decadenza di Silvio Berlusconi, che sarà votata insieme a quelle presentate ieri dal relatore Augello" annuncia infatti Malan, spiegando: "Nella mia pregiudiziale pongo la questione sulla amministratività della decadenza, che secondo me è assurda, visto che la pena deriva dalla commissione di un reato e quindi va considerata penale. La decadenza è afflittiva tanto quanto il carcere. Inoltre ricordo un precedente per cui l'Italia trattando amministrativamente una pena ritenuta invece penale dalla Corte UE , è stata condannata ad una severissima penale". Malan infine sottolinea: "L'altro punto di rilievo è che sussiste un contrasto tra l'incandidabilità per 6 anni con l'art.27 della Costituzione, secondo cui la pena deve mirare alla rieducazione del reo, senza porre il marchio dell' infamia".

"La Giunta per le elezioni o è un organo giurisdizionale, come un collegio di tribunale, e allora dovrebbe prendersi il suo tempo, avere i dubbi, valutare, leggere le carte, oppure si comporta in maniera politica" fa notare Renato Brunetta nel corso di un intervento ad Uno Mattina, chiarendo che se invece i senatori decidono di "comportarsi in maniera politica e di dire 'poche storie, fuori Berlusconi dalla vita politica', in maniera politica, fuori dal diritto, fuori dalla Costituzione, fuori dai dubbi che sono stati espressi" evidentemente "si prende una decisione politica, viene rotta la maggioranza e a questo punto il Pd manda a casa il governo Letta".

Sul comportamento del Partito Democratico rimane "esterrefatto" anche Angelino Alfano poiché per il segretario politico del Popolo della libertà, nonché vicepremier, applicare "retroattivamente, in fretta e furia, una norma che ormai innumerevoli giuristi, personalità neutre e di sereno giudizio, ritengono pacificamente irretroattiva è davvero incredibile oltre che insopportabile". Alfano quindi evidenzia che il PD "pur di eliminare per via giudiziaria lo storico nemico politico, preferisce mettere in ginocchio il Paese".

"Si è mai potuto rispondere alle giuste perplessità dei costituzionalisti e alle questioni poste dal relatore mettendo tutto insieme e dando dieci minuti a ciascun gruppo politico per intervenire?" si domanda stupefatto anche Gaetano Quagliariello, ministro delle Riforme costituzionali, chiarendo che con questa scelta, presa ieri nel corso della prima seduta della Giunta per le immunità a Palazzo Madama, "si è messo sotto i piedi qualsiasi possibilità di approfondimento", e aggiunge: "Il punto non è come voterà il Partito Democratico ma che non si ha avuto rispetto dei compagni di strada con cui si sta condividendo un'esperienza di governo, mi auguro che la giornata di oggi serva per riparare. - precisando - Noi non vogliamo fare atti inconsulti ma non intendiamo subirli, la giunta del Senato ha l'obbligo di approfondire la posizione di un parlamentare, non si possono fare gli errori del passato".

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