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Cdm: ok maxiemendamento a legge Stabilità. Berlusconi: vado avanti

Non solo le opposizioni, ma anche l'ala dei frondisti insistono nel chiedere un "passo indietro" di Silvio Berlusconi. Il premier però annuncia di voler "andare avanti" e il Cdm conferma che le prime misure anti-crisi saranno introdotte con un maxiemendamento alla legge di Stabilità.

"Vado avanti" assicura Silvio Berlusconi durante un incontro a Palazzo Grazioli con i parlamentari Andrea Ronchi, Adolfo Urso e Pippo Scalia, spiegando che si presenterà "davanti al Parlamento e agli italiani traducendo in atti concreti la lettera che ha avuto l'approvazione dell'UE". Il premier, nonostante anche all'interno della sua stessa maggioranza regni il malumore e l'ala dei cosiddetti frondisti sembra che stia cominciando ad allargarsi, continua a non voler fare quel "passo indietro" chiesto da più parti. "E voglio vedere chi avrà il coraggio di venirmi contro - continua Berlusconi - chi sarà così irresponsabile da non appoggiare il governo rispetto a leggi così importanti per il Paese e sulle quali abbiamo preso impegni precisi con l'Europa". Il momento politico è infatti delicato. Dopo la notizia del referendum della Grecia, che dovrà decidere se accettare o meno la nuova tranche di aiuti da Bruxelles (http://is.gd/jSUHZr), l'Italia deve accelerare l'approvazione di quelle riforme annunciate nella lettera inviata dal governo all'Unione europea. Ma non attraverso un decreto, pare molto osteggiato da Giulio Tremonti che avrebbe subito per questo anche pesanti critiche da parte di alcuni esponenti del governo. Il Pdl spiega infatti che secondo il Colle "nessuna norma che può stravolgere lo stato sociale può essere inserita in un decreto, nessuna misura come quella sui licenziamenti facili può essere approvata con uno strumento d'urgenza". Il Quirinale lascia intendere che il passaggio parlamentare è d'obbligo, e dopo un Consiglio dei ministri convocato per decidere le misure anti-crisi da adottare, anche interrotto per "un momento di riflessione" pare per volere dello stesso Silvio Berlusconi, arriva la conferma che alcuni dei provvedimenti annunciati all'UE saranno introdotti attraverso un maxiemendamento alla legge di Stabilità. "Nel maxiemendamento saranno inserite parte delle misure della lettera alla UE e successivamente faremo un dl e un ddl" precisa in seguito il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, mentre il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi rassicura sul fatto che non c'è nessun prelievo forzoso sui conti correnti. Anche se il solo fatto che una tale possibilità possa essere stata anche solo presa in considerazione fa probabilmente rabbrividire più di una persona. Al G20 di Cannes "spiegherò che entro 15 giorni ci sarà la legge che conterrà le prime misure per far fronte alla crisi e rilanciare lo sviluppo - avrebbe detto Berlusconi durante il Cdm - Spiegherò che l'Italia rispetterà gli impegni presi con l'Europa". Cosa contenga il maxiemendamento non è ancora del tutto chiaro. Sembra che non figurino le misure sulle pensioni e sul lavoro, come quella sui cosiddetti licenziamenti facili, mentre potrebbero essere inseriti provvedimenti sul potenziamento dell'apprendistato, sulla defiscalizzazione di Ires e Irap per i concessionari delle grandi opere e la rimozione di alcuni vincoli e restrizioni alla concorrenza e all'attività economica, in particolare nelle professioni e nei servizi, come ipotizza la Reuters. In una nota di Palazzo Chigi, però, "la Presidenza del Consiglio comunica che eventuali testi in circolazione non corrispondono a quanto esaminato e approvato nel Consiglio dei Ministri appena concluso". Il PD sottolinea comunque che "a una prima occhiata siamo assolutamente lontani da quel che ci vorrebbe. Purtroppo". Intanto il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha incontrato alcuni rappresentanti del PD, tra cui Pier Luigi Bersani, e una delegazione del "Nuovo Polo per l'Italia", guidata da Pier Ferdinando Casini. Bersani sottolinea che "non è più accettabile la sottovalutazione di quello che sta accadendo, chi sottovaluta la situazione si prende una responsabilità storica", mentre Casini ribadisce che "ogni sacrificio è inutile senza un passo indietro del presidente del Consiglio", spiegando quanto appena detto da Napolitano: "Ormai è chiaro a tutto il mondo che il problema dell'Italia è innanzitutto la mancanza di credibilità del premier. Noi abbiamo detto al capo dello Stato che, nonostante siamo all'opposizione siamo disponibili a prenderci la nostra dose di responsabilità per i sacrifici ma il problema di Berlusconi esiste e viene immediatamente prima del problema della crescita". Il segretario del Pdl Angelino Alfano salirà invece giovedì al Colle, annunciando però già cosa esprimerà a Napolitano, e cioè che non c'è alternativa a Berlusconi, anche se confermerà l'intenzione del partito di voler collaborare con le opposizioni.

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