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Cassazione: per Berlusconi 2 anni di interdizione dai pubblici uffici

La Cassazione coferma la condanna a 2 anni di interdizione dai pubblici uffici per due anni nei confronti dell'ex premier Silvio Berlusconi. Con questa pena, Berlusconi non solo non può votare ma non si potrà candidare alle elezioni europee del 25 maggio come auspicava solo pochi giorni fa. Paradossalmente, però, Silvio Berlusconi rimane l'interlocutore principale del PD di Matteo Renzi.

Dopo 5 ore di Camera di consiglio, i giudici della Cassazione confermano la condanna sulle pene accessorie della sentenza Mediaset, pronunciata nell'ottobre scorso dalla Corte di Appello di Milano dopo il ricalcolo ordinato dalla Suprema corte. La Cassazione stabilisce quindi l'interdizione dai pubblici uffici per due anni nei confronti dell'ex premier Silvio Berlusconi. Con questa pena, Berlusconi non solo non può votare ma non si potrà candidare alle elezioni europee del 25 maggio come auspicava solo pochi giorni fa. Paradossalmente, però, Silvio Berlusconi rimane l'interlocutore principale del PD di Matteo Renzi non solo per la legge elettorale ma soprattutto per portare a termine le riforme costituzionali. Il processo Mediaset si è chiuso con un condanna per il leader di Forza Italia a 4 anni (3 di questi coperti da indulto) per frode fiscale. E' attesa per il 10 aprile la sentenza del Tribunale di sorveglianza che dovrà stabilire se Berlusconi dovrà scontare l'anno rimanente di pena agli arresti domiciliari oppure in affidamento ai servizi sociali. Niccolò Ghedini, avvocato di Silvio Berlusconi, commenta: "Prendiamo atto con grande amarezza della decisione della Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione. Come abbiamo detto nel corso dell'udienza di oggi, avremmo ritenuto quantomeno necessario un approfondimento presso la Corte Europea di Strasburgo".

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