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Caso Ruby: dimissioni Berlusconi se telefonò in Questura

Ruby smentisce qualsiasi tipo di bunga bunga ma Franceschini (PD) chiede al governo di riferire in Parlamento sulla vicenda e sulla telefonata alla questura: se vero, "questa cosa da sola in pochi minuti porterebbe alle dimissioni del Presidente del Consiglio".

Ruby, la minorenne di origini marocchine, è "dispiaciuta per quanto sta accadendo" e ciò che le dispiace maggiormente è il fatto che "sono state coinvolte persone che mi hanno aiutato senza chiedere niente in cambio", come rivela al telefono la ragazza a Francesca Brunati dell'Ansa. Come aveva già specificato due giorni fa il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, Ruby non ha mai esposto nessuna denuncia, né verso il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi né verso nessun'altro. Ma, da quanto si apprende, sembra che la magistratura stia indagando per cercare di capire se verso l'agente dei vip Lele Mora, il direttore del Tg4 Emilio Fede e Nicole Minetti, ex igenista dentale di Silvio Berlusconi e attualmente consigliera regionale, si possa ipotizzare il reato di favoreggiamento della prostituzione.
La questura di Milano ha invece fatto sapere che non c'è stato nessun trattamento privilegiato verso Ruby (Karima), fermata e trattenuta per 6 ore lo scorso 27 maggio dopo una denuncia di furto. Nonostante la telefonata della Presidenza del Consiglio, la questura specifica che nei confronti della giovane sono stati portati a termine tutti gli adempimenti necessari, quindi nessuna corsia preferenziale anche se, pare, fu detto che Ruby fosse in realtà la nipote del presidente egiziano Mubarak.
In merito a tale telefonata partita dalla Presidenza del Consiglio interviene anche Dario Franceschini, presidente dei deputati del PD, affermando che se anche "i partiti non hanno autorità morale per emettere giudizi" comunque sia "sulle cose che stiamo leggendo in queste ore l'italiano si può fare un'opinione sua, senza bisogno che gli venga suggerita".
Franceschini specifica che "c'è però un aspetto che riguarda direttamente e pesantemente il ruolo istituzionale del Presidente del Consiglio, già oggetto di due interrogazioni parlamentari depositate dal sen. Zanda al Senato e dall'on. Ventura alla Camera, che fanno riferimento a questa telefonata che ci sarebbe stata da Palazzo Chigi alla Questura di Milano per invitare a rilasciare senza identificazione questa ragazza. E dicendo, non si sa se è vero perché è l'aspetto più surreale, che è la nipote di Mubarak".
Per questo motivo Franceschini chiede al governo di presentarsi in Parlamento per riferire sul caso Ruby e sulla telefonata perché "questa - ricorda l'ex segretario del PD - ha una grande rilevanza perché, in qualsiasi Paese del mondo, la Presidenza del Consiglio, la cancelleria o il primo ministro che interviene su una Questura perché venga rilasciata senza accertamenti una persona, accusata e in stato di fermo per un reato, questa cosa da sola in pochi minuti porterebbe alle dimissioni del Presidente del Consiglio".

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