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Caso Ruby, Berlusconi: sono giocoso. Famiglia Cristiana: è malato

Silvio Berlusconi ammette ieri da Bruxelles che mandò Nicole Minetti a prendere Ruby in Questura: "L'ho aiutata - dice - Sono una persona giocosa, amo la vita e amo le donne". Famiglia Cristiana: "stato di malattia" da valutare, e la sinistra invoca le dimissioni.

"Nessuno può farmi cambiare stile di vita" afferma il Presidente Silvio Berlusconi ad alcuni giornalisti, al termine del COnsiglio europeo, che lo hanno interpellato sul cosiddetto caso "bunga bunga" e in merito alla minorenne Ruby.
"Su quanto avviene a casa mia non devo chiarire niente perché da me entrano solo persone che si comportano bene", continua Silvio Berlusconi.
Ma il vero scandalo per molti sarebbe il fatto che la Presidenza del Consiglio abbia chiamato la Questura di Milano anche se "non è che chiedevano proprio di rilasciarla - spiega a La Stampa Vincenzo Indolfi, ex questore di Milano - più che altro si raccomandavano, visto che era minorenne, di fare quel che dovevamo fare, ma di gestire la cosa nel modo più corretto possibile". Indolfi conferma anche che a chiamare fu la Presidenza del Consiglio e che fu detto che Ruby era la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak.
L'ex questore conferma anche che comunque furono "rispettati tutti i crismi delle regole e della procedura" tanto che fu un pm della Procura minorile "a darci il benestare per affidarla alla consigliera regionale".
Ed è lo stesso Silvio Berlusconi, sempre al termine del Consiglio europeo, a confermare di aver inviato Nicole Minetti, l'ex igienista dentale ora consigliere regionale in Lombardia, in Questura: "E' stata mandata da me per dare aiuto a una persona che poteva essere consegnata non ad una comuntà o alle carceri che non è una bella cosa, ma data in affidamento. Avendo un quadro di vita tragico, l'ho aiutata".
"Sono una persona giocosa, amo la vita e amo le donne", conclude da Bruxelles Berlusconi, mentre Famiglia Cristiana scrive che ci sarebbe uno "stato di malattia" da valutare. Giorgio Vecchiato dalle pagine di Famiglia Cristiana spiega che "è la condizione che già la moglie, Veronica Lario, aveva pubblicamente segnalato".
"Uno stato di malattia, qualcosa di incontrollabile anche perché consentito, anzi incoraggiato, dal potere e da enormi disponibilità di denaro", scrive Famiglia Cristiana sottolineando poi come sia "incredibile che un uomo di simile livello e responsabilità non disponga del necessario autocontrollo. E che il suo entourage stia a guardare".
Giorgio Vecchiato sintetizza un po' le reazioni avute in questi giorni sul caso "bunga bunga" ma fra tutte, sostiene, "ne manca una che faticheremmo a definire, qualcosa che sta fra la tristezza civile e la pietà umana".
Inoltre ci sarebbe anche un'altro problema, quello squisitamente politico, e cioé "la credibilità, meglio ancora la dignità, dell'uomo che governa il Paese; i riflessi sulla vita nazionale e sui rapporti con l'estero; l'esempio che dall'alto viene trasmesso ai normali cittadini".
E intanto da sinistra si cominciano a chiedere le dimissioni del premier, come fa Dario Franceschini ma anche Enrico Letta che da Rosarno spiega: "Al di là di ragionamenti moralistici che comunque mi sento di fare, penso che i comportamenti disdicevoli del Presidente del Consiglio rappresentino un modo per calpestare l'etica pubblica".

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