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Caso Ruby Berlusconi: ex questore Indolfi risentito da Boccassini

L'ex questore Vincenzo Indolfi (ora Prefetto presso il Consiglio dei Ministri) è stato risentito come testimone dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini. Sulla vicenda Ruby-Berlusconi sembrano ancora molti i punti non chiari, come su chi ha autorizzato l'affido della giovane.

Si continua a complicare la vicenda Ruby-Berlusconi, del "bunga bunga" o in qualunque modo la si voglia definire. Prima di tutto perché in scena ora c'è il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, visto che sotto il sua distrettuale antimafia è entrato da poco il pm Sangermano, che è il titolare ufficiale dell'inchiesta.
Il procuratore aggiunto Pietro Forno rimane invece titolare dell'inchiesta per la parte relativa alla tutela della minorenne Ruby, che da oggi non è più tale visto che ha compiuto 18 anni.
Non tutti sembrano contenti di questo cambio di consegne ma il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati specifica che niente è cambiato rispetto a prima. Lo stesso Liberati spiega che attualmente non ci sarebbero nuovi indagati nella vicenda, oltre a quanto pare (per favoreggiamento della prostituzione) Lele Mora, Emilio Fede e la consigliera Nicole Minetti. Il premier Silvio Berlusconi, che a quanto sembra parlò direttamente al telefono con il capo della segreteria di Gabinetto Pietro Ostuni riferendo che Ruby era la nipote del presidente egiziano Mubarak, non sarebbe quindi indagato visto che, come scrive Paolo Colonnello sul sito del Corriere della Sera di oggi, "alla fine, mentire sull'identità di una persona o sui rapporti di conoscenza pregressi con la minorenne, anche se fatto nella veste istituzionale di presidente del Consiglio, non viene considerato, al momento, un reato".
In realtà altri quotidiani, tra questi il Messaggero on-line dalla penna di Massimo Martinelli, sottolineano che l'articolo 496 del codice penale recita che "chiunque, interrogato sulla identità, sullo stato o su altre qualità della propria o dell'altrui persona, fa mendaci dichiarazioni a un pubblico ufficiale o a persona incaricata di un pubblico servizio, nell'esercizio delle funzioni o del servizio, è punito con la reclusione da uno a cinque anni".
In queste ore si sta cercando anche di chiarire chi ha realmente dato l'autorizzazione di affidare la minorenne Ruby alla consigliera regionale Nicole Minetti. Il pm Fiorillo, che era di turno presso il tribunale dei Minori quella sera tra il 27 e 28 maggio scorsi, sembra che non abbia dato nessuna disposizione in materia.
L'ex questore Vincenzo Indolfi (diventato ora Prefetto presso il Consiglio dei Ministri), che aveva detto che quella sera, nonostante la telefonata della Presidenza del Consiglio, erano stati "rispettati tutti i crismi delle regole e della procedura", è infatti stato risentito come testimone dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini.

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