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Caso, Ruby, Berlusconi: Boccassini interrogò chiunque poteva farmi del male

Silvio Berlusconi, commentando le dichiarazioni del pg milanese Minale che davanti al Csm sostiene come Ilda Boccassi "non avesse la titolarità" per interrogare Pietro Ostuni, afferma che "la Boccassini aveva delle motivazioni al suo interno per interrogare chiunque pensasse che avesse potuto farmi del male".

Silvio Berlusconi afferma che "la Boccassini aveva delle motivazioni al suo interno per interrogare chiunque pensasse che avesse potuto farmi del male", commentando le dichiarazioni rese davanti al Csm dal procuratore generale milanese Manlio Minale, che ha sostenuto come nel 2010 Ilda Boccassi "non avesse la titolarità" per raccogliere la deposizione di Pietro Ostuni, capo di gabinetto della questura di Milano, sul rilascio di Karima El Mahroug, meglio nota come Ruby Rubacuori. Da quelle dichiarazioni scaturì il processo Ruby contro Silvio Berlusconi, che culminò con una sentenza di condanna, in primo grado, per consussione e prostituzione minorile. "Tutto quel processo - sostiene Berlusconi intervenendo a Radio Capital - è una farsa ed è tutto indirizzato a colpire la mia immagine in Italia e all’estero". Per il leader di Forza Italia, infatti, "quel processo fa parte di tutta quella tempesta perfetta che è stata realizzata nel 2011, per il colpo di stato che ha portato il mio governo a dover dare le dimissioni l’11 novembre 2011 perché ci stavano venendo sottratti in una maniera molto precisa ed organizzata dei nostri parlamentari e quindi non avremmo più avuto la maggioranza alla Camera".

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