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Berlusconi usa TG "come megafoni della sua propaganda elettorale"

L'Agcom aveva richiamato tutti al rispetto della par condicio, ma il premier Silvio Berlusconi si fa intervistare dal TG1, TG2, TG4, TG5 e Studio Aperto (Italia 1), utilizzando i telegiornali "come megafoni della sua propaganda elettorale", sottolinea Di Pietro.

Solo il 10 maggio scorso l'Agcom aveva sottolineato che, durante questo periodo elettorare pre-amministrative, "il tempo dedicato agli esponenti del Governo deve essere riferito solo alla loro funzione governativa, nella misura strettamente indispensabile per assicurare la completezza e l'imparzialità dell'informazione" precisando che "ciò vale, in particolare, per il Presidente del Consiglio, il quale è anche capolista nelle elezioni comunali a Milano". A dispetto di tale richiamo, invece, il premier Silvio Berlusconi si fa intervistare dal TG1, TG2, TG4, TG5 e Studio Aperto (Italia 1). Silvio Berlusconi naturalmente non è andato in televisione per "riferire della funzione governativa", ma per affermare che "i milanesi non consegneranno la città agli estremisti di sinistra", cioè a Giuliano Pisapia, candidato al ballottaggio contro Letizia Moratti. L'invasione di campo del premier per tutta l'opposizione è sconcertante, a dispetto di qualunque regola della par condicio. Impossibile trascrivere per intero, anche se sarebbe molto interessante, tutti e 5 gli interventi di Berlusconi, che possono essere visti e ascoltati sulla pagine di repubblica.it (http://is.gd/4axjDu), anche se più o meno riassumono gli stessi concetti già tante volte ripetuti da Berlusconi. Anche questa volta è da sottolineare il fatto che il Presidente del Consiglio è entrato nelle case di tutti gli italiani con alle spalle, alla sua destra, le bandiere dell'Italia e dell'Europa, che fanno pensare ad un messaggio istituzionale, mentre alla sua sinistra, su un pannello di polimetilmetacrilato denomdè, è attaccato il logo del Popolo della Libertà, che invece fa capire come il messaggio sia smaccatamente "politico-promozionale". E infatti le opposizioni insorgono, per primo Antonio Di Pietro, che in una nota sottolinea: "La misura è colma. Berlusconi utilizza la maggior parte dei telegiornali nazionali come megafoni della sua propaganda elettorale". Anche Anna Finocchiaro del PD afferma che "queste invasioni tv del premier a ridosso dei ballottaggi non sono accettabili - aggiungendo che - Berlusconi ha paura ed è disperato perché ha sentito che il vento è cambiato e invade le televisioni".

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