le notizie che fanno testo, dal 2010

Berlusconi: un passo indietro per Casini e Montezemolo. E apre a Fini

Silvio Berlusconi replica a Pier Ferdinando Casini sottolineando di non aver mai "effettuato giravolte" e conferma la sua non candidatura alle elezioni del 2013 per unire i moderati, tra cui rientrano Luca Cordero di Montezemolo, Vittorio Sgarbi, Giulio Tremonti e persino Gianfranco Fini.

Solo ieri Angelino Alfano, segretario del Pdl, accennava alla possibilità di un possibile" passo indietro" di Silvio Berlusconi pronto a "non ricandidarsi" in vista delle elezioni politiche del 2013 in nome dell'unità della grande "area moderata". In altre parole, Berlusconi rinuncerebbe ad una sua nuova "discesa in campo" per trainare con sé quello che un tempo era reputato il suo delfino, e cioè Pier Ferdinando Casini. La palla passa dunque a Casini che "non può rischiare di andare con Vendola o Renzi" come sottolinea Alfano, ma il leader dell'Udc temporeggia affermando: "Mi auguro che i fatti dimostrino che quel che ha detto Alfano sia vero, ma gli italiani sono abituati alle giravolte di Berlusconi. Accettare le sfide è doveroso, ma non cedere agli inganni lo è altrettanto". Per dissipare questi dubbi, interviene direttamente Silvio Berlusconi, in collegamento con Maurizio Belpietro a "La telefonata" di Canale 5, dove spiega che il suo passo indietro affinché i moderati si uniscano "è una linea assolutamente coerente" con quella tracciata dal '94 in poi perché "anche allora c'era la possibilità che l'Italia potesse essere consegnata ad una sinistra che in quel momento era ancora chiaramente post-comunista". "Cominciai così la ricerca per mettere insieme tutti i moderati, da AN alla Lega Nord - continua Berlusconi - E ho continuato anche quando ho lasciato il governo, come richiesto da tutti perché ci davano la responsabilità di alti tassi di interesse che l'Italia doveva pagare per avere investimenti sul suo debito pubblico". Silvio Berlusconi precisa quindi che l'appello non è rivolto solo all'Udc di Casini ma "a tutti i moderati che rappresentano la maggioranza degli italiani che non si riconoscono nella sinistra" e chiarisce: "Qui ormai ci sono due forze in campo: una sinistra che purtroppo per noi è e sarà una sinistra guidata dalla CGIL, da Fiom e da Vendola e un centrodestra che rappresenta la continuità con la tradizione democratica del Paese. Quindi i moderati sono tutti coloro che non si riconoscono nella sinistra, e per citare i nomi dei leader o dei piccoli leader che scenderanno in campo si va dall'Udc ad ItaliaFutura di Montezemolo, a Vittorio Sgarbi a Tremonti sino alla Lega". Tra i moderati Silvio Berlusconi dimentica di elencare Gianfranco Fini, ma spiega che "quando i moderati devono presentarsi in campo e devono fare massa per raggiungere la maggioranza occorre che tutti i moderati stiano dentro questo centrodestra italiano, e quindi anche sottrarre il voto di un piccolo partito è una cosa che non si deve fare", aprendo di fatto le porte a Futuro e Libertà. L'ex premier sottolinea quindi che "la situazione è molto chiara" e cioè "se i moderati si uniranno saranno la maggioranza del Paese e potranno avere la responsabilità di governo. Se invece parteciperanno alle elezioni divisi, la maggioranza passerà alla sinistra che è sempre compatta". Rispondendo a Pier Ferdinando Casini, Berlusconi chiarisce di "non aver mai effettuato giravolte, né nella vita provata, né nella vita da imprenditore e né nella vita politica". Infine, Silvio Berlusconi spiega che dopo questo passo indietro per amore dell'"unione dei moderati" si limiterà "a lavorare nel movimento" che ha creato nel 1994 "per dare un supporto per formare giovani nuovi".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: