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Berlusconi su scuola pubblica e gay: sinistra travisa mie parole

Silvio Berlusconi afferma che la "sinistra ha travisato" le sue parole in merito ad alcune dichiarazioni su scuola pubblica, comunisti e omosessuali. Per Bersani sono uno "schiaffo" mentre per Pomicino il premier avrebbe bisogno di un "professore di italiano".

Silvio Berlusconi dice di essere stato travisato, perché quando ha affermato che "poter educare i figli liberamente vuol dire non essere costretto di mandarli ad una scuola di Stato dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli" indendeva solo "ricordare e denunciare l'influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verità e al tempo stesso espropriano la famiglia dalla funzione naturale di partecipare all'educazione dei figli". Qualche "oppositore" direbbe a questo punto, però, di aver invece capito bene cosa intendeva il premier durante il suo intervento al Congresso dei Cristiano Riformisti.
Il sempre "democristiano", almeno nelle battute, Paolo Cirino Pomicino osserva con acuto sarcasmo che "se Berlusconi ancora una volta pensa che le sue parole siano state travisate, è tempo che assuma un professore di italiano perché gli faccia analisi grammaticale e logica. Nel caso specifico - continua parlando all'Adnkronos - deve essere un professore di scuola pubblica. Ma l'importante è che sia uno bravo!".
Al premier ha risposto anche Pier Luigi Bersani, segretario del PD, che sembra invece non abbia più tanta voglia di scherzare. "Uno schiaffo inaccettabile a chi lavora con dedizione in condizioni rese sempre più difficili dal governo. La scuola pubblica - spiega Bersani - è il luogo in cui l'Italia costruirà il suo futuro. Noi siamo con la scuola pubblica e non permetteremo che Berlusconi la distrugga".
Ma nel suo discorso al Congresso dei Cristiano Riformisti il Presidente del Consiglio ritorna anche su temi già affrontati in precedenza, cioè sui comunisti e sui gay.
Berlusconi spiega di aver capito bene l'ideologia comunista già all'età di 12 anni concludendo che come De Gasperi e Don Sturzo "siamo ancora qui primariamente" per vietare al comunismo di diventare il partito dominante. Un discorso che sarebbe stato molto interessante prima del crollo del muro di Berlino ma che oggi, storicamente, in Italia non sembra avere molto senso, almeno per quanto riguarda il "pericolo rosso".
Ma il premier, prima di salutare, non manca anche di assicurare che finché ci sarà questo governo "in questo Paese le unioni omosessuali non verranno mai equiparate alla famiglia tradizionale - e ancora - Finché noi governeremo in questo Paese non saranno mai possibili le adozioni per i single né per le coppie gay", bocciando di fatto la proposta della Cassazione di qualche giorno fa che auspicava un dibattito su un possibile "ampliamento dell'ambito di ammissibilità dell'adozione di minore da parte di una singola persona anche con gli effetti dell'adozione legittimante".

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