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Berlusconi smaschera traditori e vota fiducia a Letta. Monti svela retroscena

Silvio Berlusconi annuncia il voto di fiducia al governo Letta e smascherà i "traditori", già pronti a formare un gruppo autonomo e forse anche a prendersi il Pdl lasciando Forza Italia. Intanto, Mario Monti svela il retroscena che prevedeva, come stava per accadere, un governo guidato proprio da Enrico Letta e Angelino Alfano. Le "colombe" del Pdl sembrano ora intenzionate a tornare indietro, ma i "falchi" sarebbero pronti ad attenderle al varco.

Il governo Letta era sul punto di reggersi per "miracolo", lo stesso forse che l'attuale premier aveva riconosciuto quando era salito a Palazzo Chigi Mario Monti. Ed è proprio il senatore a vita a svelare, poco prima del magistrale contropiede di Silvio Berlusconi, un retroscena finora rimasto nascosto. L'ex membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg Mario Monti (ritornato nel 2013 al meeting dopo la parentesi di Presidente del Consiglio), infatti, nel corso della sua intenzione di voto al Senato, rivela come aveva auspicato, quando fu nominato premier nel 2011, che un giorno ci fosse stato un governo guidato solamente da quella parte del PD di Enrico Letta (approdato al Bilderberg nel 2012) e da quella parte del PDL di Angelino Alfano (del cosiddetto think net Vedrò). Il desiderio di Mario Monti sembrava sul punto di essere realizzato, visto che 25 sentatori del Pdl, guidati proprio da Alfano, erano pronti a lasciare Forza Italia per formare un gruppo autonomo. Enrico Letta, dal suo scranno al Senato, una volta udite le parole di Mario Monti ha fatto un gesto con le mani a significare di "non mettere il carro davanti ai buoi" visto che la fiducia non era stata ancora votata. Ed infatti, a stravolgere i giochi ci pensa Silvio Berlusconi, che prendendo la parola in Senato, dopo aver sottolineato come nel suo discorso Letta abbia promesso che un suo governo abbasserà la pressione fiscale e riformerà la giustizia, a sorpresa annuncia che il Pdl compatto voterà la fiducia. Enrico Letta si lascia scappare un "grande", mentre la faccia di Angelino Alfano, seduto vicino al premier, si rabbuia. Silvio Berlusconi, infatti, con questa mossa, oltre a non far cadere l'Italia in quella instabilità che Letta aveva definito "fatale", smarchera tutti i "traditori" del partito che sembravano già pronti a formare un nuovo Pdl lasciando Forza Italia. Ora le "colombe" del Pdl sembrano intenzionate a tornare indietro, ma i "falchi" sarebbero già pronti ad attenderle al varco.

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