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Berlusconi: scioglimento Camere? Napolitano deve chiedere a me

Napolitano precisa che se non si contengono "le tensioni" sarebbe "a rischio la stessa continuità della legislatura". Ma Berlusconi a Mattino Cinque precisa che per sciogliere le Camere il Capo dello Stato oltre a Fini e Schifani deve consultare anche lui.

L'11 febbraio il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è salito al Quirinale per un colloquio con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, per parlare anche del clima intorno alla vicenda giudiziaria che sta coinvolgendo il premier a causa del Rubygate. Prima dell'incontro una nota del Quirinale evidenziava che solo "nella Costituzione e nella legge possono trovarsi i riferimenti di principio e i canali normativi e procedurali per far valere insieme le ragioni della legalità nel loro necessario rigore e le garanzie del giusto processo" e che "Fuori di questo quadro, ci sono solo le tentazioni di conflitti istituzionali e di strappi mediatici che non possono condurre, per nessuno, a conclusioni di verità e di giustizia". Per questo motivo i media hanno interpretato il "tono" della conversazione tra Napolitano e Berlusconi, tanto che il giorno dopo il Quirinale ha dovuto precisare che ci sarebbero state "legittime libere interpretazioni" ma anche "ricostruzioni fantasiose". Sembra (come riporta La Stampa - http://tinyurl.com/4qzxv45) che sia stato Gianni Letta a invitare il Quirinale a precisare, appunto, i "toni" avuti durante il colloquio e per questo sia il Sottosegretario di Stato che lo stesso Berlusconi sembrano essere rimasti molto sorpresi quando nel comunicato si precisa che Giorgio Napolitano "ha insistito su motivi di preoccupazione, che debbono essere comuni, sull'asprezza raggiunta dai contrasti istituzionali e politici, e sulla necessità di un sforzo di contenimento delle attuali tensioni in assenza del quale sarebbe a rischio la stessa continuità della legislatura".
E infatti durante la trasmissione Mediaset "Mattino Cinque", cui è interventuto oggi telefonicamente il premier Silvio Berlusconi, Maurizio Belpietro gli chiede se per caso questo deve essere interpreto come un avviso di scioglimento delle Camere.
E mentre passano delle immagini di Berlusconi con Napolitano con tanto di titolazione "Ipotesi 'napoletana'", il premier spiega: "No, non credo che questo sia nei pensieri assolutamente del Presidente Napolitano - precisando - Tra l'altro nell'ultimo colloquio avuto con lui al Quirinale mi ha garantito che finché c'è un governo che governa e finché c'è una maggioranza politica che lo sostiene e che lavora non esistono motivi per sciogliere il Parlamento".
Silvio Berlusconi poi afferma che "La Costituzione prevede che senza una formale crisi di governo, per interrompere anticipatamente una legislatura, occorre che il Presidente della Repubblica consulti sia i Presidenti delle Camere che il Presidente del Consiglio, cioè Silvio Berlusconi - sottolineando poi - Quindi quando nel 1994 (Oscar Luigi Scalfaro, ndr) sciolse le Camere senza il passaggio di una crisi formale ebbe l'assenso del premier di allora, che era Ciampi, il quale acconsentì dicendo che la funzione del suo governo si era esaurita".
Berlusconi spiega che naturalmente questo "non è nel nostro caso, perché il governo è nella pienezza delle sue funzioni, ha ottenuto due voti di maggioranza (la fiducia, ndr) il 29 settembre e il 14 dicembre, altri 6 voti parlamentari li ha ottenuti col voto positivo sia su grandi riforme come quella dell'Università sia sulle sfiducie individuali, per i ministri Calderoli e Bondi, che sono state respinte".
"Quindi c'è molta confusione ma io ho le idee molto chiare - conclude il premier - L'interesse del Paese è quello di avere un governo stabile, che mandi avanti con grande determinazione il programma concordato con gli elettori, che porti a compimento le riforme a partire da quella sul federalismo, che tra l'altro è in dirittura d'arrivo".

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