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Berlusconi: rilanciare alla grande PDL? Ecco Alfano coordinatore unico

A causa della sconfitta del centrodestra a Milano e a Napoli, il coordinatore del Pdl Sandro Bondi rimette il suo mandato a Berlusconi, che dice di aver intenzione di "rilanciare alla grande il Pdl". E per questo, sembra, si nominerà Angelino Alfano come coordinatore unico.

Brutta sconfitta per il centrodestra in queste amministrative, che ha perso in uuna volta sola Milano e Napoli. E se in queste due città il vento è cambiato, come direbbe Giuliano Pisapia, neo sindaco milanese, all'interno del Pdl sembra tirare aria di burrasca. In una nota il coordinatore nazionale del Pdl, Sandro Bondi, comunica di aver rimesso nelle mani del presidente Berlusconi il suo mandato di coordinatore, proprio a causa dei risultati elettorali. Sandro Bondi sottolinea però di ritenere anche che "da questo momento il presidente Berlusconi debba ricevere non solo la più ampia fiducia e solidarietà ma soprattutto la assoluta e incondizionata libertà di decisione e di iniziativa per quanto riguarda il futuro del partito". E la decisione su chi dovrà sostituire Sandro Bondi Berlusconi sembra averla già presa, tanto che si fanno sempre più insistenti le voci che vorrebbero come prossimo coordinatore del Pdl il Guardiasigilli Angelino Alfano. Da Bucarest Silvio Berlusconi spiega infatti che questo sarebbe "un processo già avviato" e che "sono tutte cose già previste" che si stanno valutando". Il premier sottolinea infatti di essere "impegnato in prima persona nel lavoro per il Pdl" che, dopo la batosta delle amministrative, si vuole "rilanciare alla grande". E per rilanciare il Pdl, infatti, si starebbe pensando a mantenere un unico coordinatore, appunto Alfano, decisione che metterebbe da parte gli altri due, Denis Verdini e Ignazio La Russa. Quest'ultimo si sarebbe già detto disponibile ad essumersi le sue responsabilità, sottolineando però che "tutti" devono essere messi "in discussione sulle ragioni che hanno prodotto i risultati certamente negativi". Con Angelino Alfano cade quindi l'ipotesi di sole poche settimane fa che volevano Claudio Scajola come un possibile coordinatore unico del Pdl, anche se il suo ruolo all'interno del partito potrebbe essere comunque determinante. Era Scajola, infatti, attraverso la rubrica "La Bussola", sul sito della sua Fondazione Cristoforo Colombo, a ricordare come il Popolo della libertà non è riuscito a diventare "uno strumento organizzato funzionante" perché "doveva essere il partito della gente, della nostra gente", ma di cui non è stato "troppo spesso" all'altezza, richiamando quindi i valori che l'avevano reso grande nel 1994. Ritornare alla gente, quindi, potrebbe essere l'unico "rilancio" possibile per il Pdl.

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