le notizie che fanno testo, dal 2010

Berlusconi: resto "per cambiare il sistema" "Pronti per una dittatura"

Silvio Berlusconi interviene alla festa di Atreju e dal palco, con accanto Giorgia Meloni, tocca diversi argomenti, dai più classici quali il "bunga bunga" al fatto che non ha intenzione di lasciare l'Italia, come sembra abbia detto in una intercettazione, perché prima deve "cambiare il sistema".

Probabilmente, se qualcuno l'avrà presa per un auspicio, a qualche altro saranno venuti i brividi lungo la schiena quando Silvio Berlusconi, intervenuto alla festa di Atreju, ha promesso con non vuole andare via dall'Italia ma "restare per cambiare il sistema" (http://is.gd/z9VGZg), soprattutto unendo tale dichiarazione con quella dove gli "veniva da dire", parlando della sinistra e dei "suoi giornali" che descrivevano un governo che "non sapeva cosa fare" riguardo alla manovra, che "sono pronti per una dittatura". Silvio Berlusconi, che non è nuovo a "confessioni pubbliche" (vedi "Berlusconi sul nucleare: ecco cosa ha detto parola per parola" - http://is.gd/zHZY54), ammette anche, come mai era stato fatto finora, che la manovra "ce l'ha chiesta la BCE - spiegando - Con la lettera, scritta insieme a Bankitalia, che ci hanno chiesto di mantenere riservata, la Banca centrale europea ci ha indicato non solo di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 ma anche in che modo avrebbero preferito fosse raggiunto". Forse anche per questo motivo qualsiasi tipo di sciopero, protesta e opposizione sembra essere inutile, nonostante Berlusconi continui a ripere che la manovra è "migliorabile" e di essere aperto ad ascoltare "tutte le suggestioni, gli emendamenti che ci verranno suggeriti, proposti, da tutte le forze politiche". Sempre che corrino sui binari tracciati dalla BCE, verrebbe da dire infatti a qualcuno. Ma Silvio Berlusconi dal palco di Atreju, con accanto il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, tocca i più svariati argomenti, da quelli più classici, come il fatto che "il governo non ha nessun potere" e che "una volta uscita dal Parlamento, se una legge non piace in qualche particolare al Quirinale, deve tornare alle Camere che la devono rivotare" alla questione Libia, rivelando che "prima del vertice di Parigi, che ha deciso l'intervento militare" aveva anche pensato di "dimettersi", forse in nome di quella vecchia amicizia con Gheddafi. Il premier spiega poi di stimare in particolare, "sopra gli altri", due persone, cioè Angelino Alfano e Gianni Letta, ribadendo: "Il mio pensiero, non recondito, ma più volte dichiarato, è quello di vedere prossimamente Gianni Letta Presidente della Repubblica e Angelino Alfano presidente del Consiglio dei ministri". Silvio Berlusconi affronta, di nuovo, anche il tema del bunga bunga, che a suo dire è "una cosa innocentissima, voleva dire finalmente dopo 15 giorni di lavoro riuniamoci a raccontarci un po' di gossip, riuniamoci per stare allegri, a me piace cantare, raccontare un po' le cose che si fanno, e poi facciamo quattro salti". Il premier confessa poi di aver fatto, quando era giovane, 3 fioretti, sempre rispettati, che consistono nel "non ballare, non fumare e non giocare mai più". D'altronde, precisa Berlusconi: "Per la vita privata, io credo di essere una persona diamantina, generosa, che ha rispettato sempre tutti, che ha aiutato tutte le persone che ha potuto aiutare". E per la vita pubblica, si sarà domandato forse qualcuno?

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: