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Berlusconi: questi sono fatti non opinioni. Sono barzellette!

Silvio Berlusconi alla Camera invita a "dare la fiducia se è sincera e leale la preoccupazione per la situazione difficile in cui si trova l'Italia", anche se al Senato aveva detto che l'Italia "non è più parte dei problemi dell'economia dell'Europa" ma "parte della soluzione".

Domani il Parlamento deciderà se rinnovare o meno la fiducia al governo. Durante il discorso tenuto alla Camera Silvio Berlusconi è apparso comunque molto rilassato e molto sicuro di sé.
Il premier infatti non solo afferma "oggi non è in gioco la persona del Presidente del Consiglio" ma al coro di NOOO! seguiti a tale affermazione Berlusconi sorridendo si chiude con il pollice e l'indice le labbra, come a dire che è meglio "non aggiungere altro".
Insomma, Berlusconi certamente non è spaventato di andare ad elezioni, tanto da rimarcare che "non è certo casuale che l'apprezzamento del popolo italiano nei confronti del Presidente del Consiglio sia di gran lunga il più alto di ogni altro premier europeo".
L'opposizione mormora dissenso al che Silvio Berlusconi con un sorriso divertito risponde: "Lo so che vi fa male ma ahimè per voi è così!".
Silvio Berlusconi continua a parlare ai deputati ricordando che la maggioranza ha resistito anche alle elezioni di medio termine, probabilmente riferendosi alle elezioni regionali anche se utilizza un termine tutto "Made in USA".
"Questi sono fatti non opinioni" afferma Berlusconi al che dall'Aula si alza una voce che risponde: "Sono barzellette!".
Il premier afferma poi che "tutto si può fare ma non progettare un'alleanza con la sinistra, camuffata magari con un governo di transizione. E neppure unire i propri voti a quelli dell'opposizione, sommando grottescamente i voti sottratti al Popolo della libertà a quelli del Partito Democratico dell'Italia dei Valori (facendo un gesto con la mano come a dire che "ma quali valori!", ndr)".
"Tutto si può fare ma non tradire il mandato ricevuto dai nostri elettori - continua - chi persegue questi obiettivi lo può fare ad una sola condizione: che si torni dagli elettori e si spieghi a loro perché si è cambiato opinione e presentando al popolo italiano le proprie idee e i propri programmi e le proprie alleanze politiche".
Ma Silvio Berlusconi, nonostante forse abbia comunque i numeri (ancora) dalla sua parte, invita comunque a "dare la fiducia" al governo, almeno "se è sincera e leale la preoccupazione per la situazione difficile in cui si trova l'Italia".
Frase questa che preoccupa i più attenti analisti politici, visto che solo qualche ora prima dal Senato Berlusconi aveva affermato "con assoluta sicurezza che l'Italia non è più parte dei problemi dell'economia dell'Europa ma è diventata parte della soluzione di questi problemi".
Tanto che Silvio Berlusconi aggiunge immediatamente dopo che il Paese è in una situazione difficile "al pari di tutti gli altri Stati europei".
Insomma, votare la fiducia (o meglio votare contro la sfiducia) servirà, continua il premier, per "evitare una crisi al buio di cui l'Italia non ha alcun bisogno" perché "garantire la stabilità è oggi la prima condizione per mettere al sicuro gli interessi del Paese".

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