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Berlusconi: prima sfiducia Monti poi lo vuole come leader

Silvio Berlusconi prima sfiducia Mario Monti poi lo vorrebbe come leader dei moderati. Ma Cavaliere precisa che tale posizione non è "incoerente", perché vuole solo l'unità del centrodestra.

La nuova discesa in campo di Silvio Berlusconi aveva appena rianimato il dibattito politico che già l'entusiasmo rischia di scemare di fronte alle recenti dichiarazioni dell'ex premier. Nonostante solo pochi giorni fa Angelino Alfano aveva ufficialmente annunciato che per il Pdl l'esperienza del governo Monti era ormai chiusa, sfiduciando di fatto il premier che si dimetterà dopo l'approvazione della legge di stabilità, oggi Silvio Berlusconi sembra fare un passo indietro rispetto alle decisioni del suo partito e un passo aventi verso il tecnocrate. Nel corso della presentazione del libro di Bruno Vespa, Berlusconi afferma infatti che farebbe "un passo indietro se Monti diventa leader dei moderati". Ma Berlusconi non ci sta a passare da "incoerente", spiegando su Facebook di aver "sempre ritenuto che in Italia ci sono due schieramenti che si contrappongono: i moderati da una parte e le persone di sinistra dall'altra". "I moderati dal '48 a oggi sono sempre stati maggioranza, è chiaro che se i moderati vengono divisi in due parti, la sinistra diventa maggioranza" prosegue Berlusconi, ricordando come Pier Ferdinando Casini una volta disse: "Se fai un passo indietro io sarò con i moderati". Il Cavaliere chiarisce quindi che a quel punto fece "un passo indietro e Alfano divenne segretario" ma nonostante questo Casini non si comportò da figliol prodigo. Silvio Berlusconi, infine, forse per giustificare questo nuovo avvicinamento a Monti (se mai c'è stato un allontanamento) aggiunge che comunque non crede che "Monti accetti di diventare uomo di parte o di partito, non gli converrebbe - concludendo - Ma se lo ritenesse opportuno, i moderati potrebbero rivolgersi a lui, io in passato lo proposi come federatore dei moderati". Quale ruolo politico avrà Monti in futuro per il momento non è ancora chiaro. Quel che è certo è che ne avrà uno, visto che essendo senatore a vita siederà di diritto in Parlamento, anche se qualcuno è già pronto a scommettere che al Quirinale starebbe ancora più comodo.

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