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Berlusconi: presidenzialismo nel 2013, per non finire come Atene

Silvio Berlusconi insiste sul presidenzialismo, e presenterà un emendamento alla riforma costituzionale affinché i cittadini, nel 2013, votino direttamente il Presidente della Repubblica, come in Francia.

La "novità" politica del Pdl1 non sembra risiedere tanto in un rinnovamento del popolo della libertà quanto nell'intenzione di voler cambiare l'Italia.

L'idea di Silvio Berlusconi è infatti quella di consegnare una "riforma istituzionale all'aula del Senato" centrata sul semi-presidenzialismo alla francese.
"Il desiderio" di Berlusconi, spiega infatti l'ex premier nel corso di una conferenza stampa con Angelino Alfano, è "di approfondire quello che da 30 anni si è portato sui tavoli della riforma costituzionale e cioè la possibilità che i cittadini decidano il Presidente della Repubblica".
Silvio Berlusconi è convinto del fatto che questo sia il momento giusto per presentare la riforma costituzionale, per via di "tre fortunate coincidenze: la prossimità della fine della legislatura, la scadenza del mandato di un eccellente Presidente della Repubblica, il cui sistema di elezione non si può cambiare in corso di mandato, e il fatto che la prossima settimana in Senato si cominci a discutere della riforma della Costituzione".
"Vogliamo essere nella situazione di Atene, che è ingovernabile, o nella situazione di Parigi che appena eletto presidente ha preso in mano la situazione anche a livello internazionale?" domanda Silvio Berlusconi anche su Facebook, assicurando che "i tempi per la riforma costituzionale ci sono" e che quindi il Pdl è intenzionaltoa presentare "l'articolato all'aula del Senato come emendamento".
"Era nostro dovere approfittare della possibilità di un governo tecnico che continuasse il lavoro che avevamo iniziato anche rispondendo alle richieste dell'UE, per fare incontrare maggioranza ed opposizione ad un tavolo e fare le riforme" conclude quindi Silvio Berlusconi, che a questo punto passa la palla a PD e Udc, in particolare, che a giudizio dell'ex premier dovranno in questo momento dimostrare tutta la loro "responsabilità" verso il Paese.
Quel che appare sempre più evidente, è che la "crisi economica" viene utilizzata da tutte le forze politiche in campo, comprese quelle "tecniche", per cambiare definitivamente non solo il modo di guardare all'Italia, ma anche di viverla.

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