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Berlusconi: per elezioni 2013 nuovo simbolo. Stop acronimi come PDL

Silvio Berlusconi conferma che alle elezioni politiche del 2013 il Popolo della libertà si presenterà con un nuovo simboloe ed un nuovo nome "che non possa finire in un acronimo" che "non comunica nessuna emozione"

Silvio Berlusconi, nello spiegare il progetto di unire in un'unica area (leggi partito) tutti i moderati , conferma che alle elezioni politiche del 2013 non esisterà più il Popolo della libertà. A "La telefonata" di Maurizio Bel pietro, Berlusconi sottolinea che "il Popolo della libertà, è un bellissimo e importante nome in quanto racchiude le parole popolo e libertà ma che purtroppo è da sempre usato l'acronimo Pdl che non comunica nessuna emozione". Berlusconi ribadisce quindi che da tempo è stato "pensato un nuovo simbolo che non possa finire in un acronimo", la cui presentazione è probabilmente finora stata rimandata in attesa di capire se i moderati raccoglieranno l'appello lanciato dall'ex premier ad unirsi "per non far vincere la sinistra della CGIL, della Fiom e di Vendola". Il leader dell'ancora PDL precisa quindi che "se i leader di questi moderati sentono nei confronti di Silvio Berlusconi un sentimento tale per cui ritengono che non li possa rappresentare, Silvio Berlusconi da sempre ha affermato e continua ad affermare che è disponibile a fare un passo indietro per consentire che tutti i moderati si ritrovino insieme in una forza unica che possa confrontarsi con la sinistra". Silvio Berlusconi si rivolge a quella platea di "italiani sfiduciati per quello che succede in politica in questi ultimi tempi, e che hanno dichiarato e dichiarano di non volersi recare a votare" dicendosi convinto che una "buona comunicazione" potrà essere in grado di convincerli del fatto che "è un dovere votare e per un italiano di buon senso e di buona volontà è un dovere votare per chi rappresenta tutti gli italiani di buon senso e di buona volontà che non vogliono lasciare il loro Paese nelle mani della sinistra della proporzionale, della sinistra delle tasse e che continua da sempre a pensare che i cittadini devono essere a servizio dello Stato e non invece - conclude il Cavaliere - come pensiamo noi liberali, che lo Stato deve essere a servizio dei cittadini".

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