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Berlusconi: nuovo teste prova mia innocenza in diritti Mediaset. Ora revisione processo

Silvio Berlusconi in conferneza stampa annuncia che presenterà "domanda di revisione del processo Mediaset alla Corte di appello di Brescia" perché ha 12 testimonianze che proverebbero la sua innocenza, tra cui quella di una ex dirigente del gruppo Agrama che rivela in un affidavit: "Nella Paramount pensavano che Agrama fosse di Mediaset, mentre Mediaset pensava che Agrama fosse della Paramount. In ripetute occasioni Gordon e Agrama ridevano per i milioni di dollari fatti con questo schema".

Silvio Berlusconi, in confernza stampa, annuncia che sarà presentata la "domanda di revisione del processo Mediaset alla Corte di appello di Brescia, che è il giudice garantito dalla Costituzione", precisa il leader di Forza Italia. Berlusconi rivela quindi di avere in serbo "12 testimonianze di cui più della metà completamente nuove". Tra queste, c'è la testimonianza di "una dirigente del gruppo Agrama" che ha stilato un affidavit letto in conferenza stampa da Berlusconi. Il Cavaliere spiega che questa dirigente del gruppo Agrama fu "chiamata per 3 volte a febbraio, aprile e giugno 2013" negli USA "per un interrogatorio sulle operazioni di Frank Agrama". Berlusconi spiega che "nell'aprile 2013 gli agenti americani si erano concentrati sulle operazioni di Agrama" e rivela: "Nel giugno ho incontrato gli agenti, mi hanno informato che Agrama e Berlusconi erano sotto processo, ma io non sapevo che ero stato incriminato. Esternai il mio shock per quell'accusa di aver ottenuto profitto tramite Agrama". Berlusconi precisa quindi di aver chiarito con gli agenti di non aver mai ricevuto "nessun pagamento da Agrama" respingendo "tutte le accuse". Accuse che sembrerebbero crollare anche in base alle dichiarazioni rese dalla dirigente del gruppo Agrama.

Berlusconi legge quindi l'affidavit, che inizia spiegando come tale dirigente aveva "il compito di mitigare gli oneri di tassazione" del gruppo Agrama. La dirigente spiega che Agrama interloquiva con Lorenzano (Mediaset) che a sua volta parlava con Bernasconi (Mediaset), svelando però lo schema alla base della presunta truffa ai danni di Mediaset e quindi di Silvio Berlusconi.

La dirigente, prosegue infatti nell'affidavit, rivela che "nella Paramount pensavano che Agrama fosse di Mediaset, mentre Mediaset pensava che Agrama fosse della Paramount". La dirigente prosegue spiegando che Agrama le aveva confidato che "Berlusconi non aveva nessun interesse nell'Agrama Group", aggiungendo: "Anche Mr Gordon (intermediario Paramount all'epoca dei fatti, ndr) confermò questo schema". La dirigente afferma ancora: "In ripetute occasioni Gordon e Agrama ridevano per i milioni di dollari fatti con questo schema, ridevano di quanto ricchi stessero diventando. - aggiungendo - Agrama fu chiamato da Gordon per essere partner in questo crimine".

La dirigente chiarisce nell'affidavit che "durante gli anni mai vidi o sentii Berlusconi. Mai ebbe rapporti con l'Agrama Group, mai ci furono comunicazioni scritte tra Berlusconi e l'Agrama Group. Mai vidi Berlusconi in cene. Mai nei meeting che partecipai con Agrama c'era Berlusconi. Agrama e Gordon mai affermarono che comunicavano o incontravano Berlusconi. Era perfettamento chiaro sia dalle parole che dalle azioni che Agrama e Gordon non ebbero mai alcuna conoscenza o rapporti con Berlusconi. Mai ebbi evidenze di conti e bonifici da e per Silvio Berlusconi".

La dirigente del gruppo Agrama sostiene quindi come fosse "chiaro che i soldi per Lorenzano erano per lui e non per Berlusconi". Nel documento di quella che sarà la teste di Silvio Berlusconi nel corso del processo di revisione della sentenza Mediaset, si precisa anche: "Fui scioccata che la Corte di Cassazione aveva confermato la condanna a Berlusconi, che così rischiava di decadere dal Parlamento o finire in prigione per un crimine che non aveva commesso. Preparai quindi l'affidavit e lo spedii ai legali di Berlusconi. - chiarendo - Non ho avuto mai alcuna conversazione con i legali di Berlusconi". L'affidavit, formalizzato il 20 novembre a Los Angeles, si conclude con la dirigente che spiega: "L'ho trasmesso alla procura di MIlano, perché credo che sia stata commessa una grande ingiustizia. Berlusconi non ha mai partecipato e non era consapevole dello schema per spartirsi i profitti (dei diritti tv, ndr) di Agrama e Gordon".

Silvio Berlusconi aggiunge quindi che ci sarebbero altre 11 dichiarazioni conformi a questa, ricordando come invece il collegio di Cassazione, che lo ha condannato per frode fiscale, sentenziò che "Agrama era stato fittiziamete messo da me, e che metà dei profitti erano per me perché io ero il socio occulto di Agrama". Berlusconi quindi ribadisce come in due precedenti occasioni, nel 2012 e nel 2013, la seconda sezione penale e la terza sezione penale della Cassazione aveva già "esaminato gli stessi fatti, differendo solo per gli anni" della presunta frode, mentre questa volta la Cassazione feriale ha giudicato "in contrasto totale con le altre volte".

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