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Berlusconi: no gay, no scuola pubblica. Ma viva il bunga bunga

Berlusconi ripete parole già sentite del suo repertorio politico. Gay e scuola pubblica alcuni dei suoi obbiettivi del sabato (congressuale) italiano. Novità relativa l'ennesimo invito al bunga bunga, "ma restereste delusi", dice Silvio ad alcuni delegati.

Berlusconi a tutto campo tra i congressi dei Repubblicani e Cristiano Riformisti, parole dure e pesanti come "Finché governeremo noi non ci saranno mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale, così come non saranno mai possibili le adozioni di bambini per le coppie omosessuali" e "Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori".
Dichiarazioni assolutamente "non nuove" del Presidente del Consiglio che, come abbiamo già avuto modo di scrivere, ripete ciclicamente sempre gli stessi concetti come un nastro di Moebius. Come al solito le parole hanno suscitato varie polemiche nell'opinione pubblica (o quello che ne resta) visto anche il fatto che Berlusconi, prima di congedarsi, ringraziava un gruppo di delegati con una battuta (anche questa già sentita): "Grazie per questo applauso, vi inviterei tutti al bunga bunga ma resterete delusi". Sembra che qualcuno abbia mormorato (coprendosi la bocca con una mano per non essere intercettato nel labiale) "Excusatio non petita, accusatio manifesta".

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