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Berlusconi: nel 2013 non mi ricandido. Forse. Alfano prossimo premier

Berlusconi nel 2013 non si ricandiderà. Il suo delfino sarebbe il Guardiasigilli Angelino Alfano. La notizia rimbalza, tra lo sconcerto di alcuni, l'incredulità di molti e la gioia di altri. E anche la paura di quanti si sarebbero già immaginati il Cavaliere seduto al Quirinale.

Il processo breve e passato con 314 voti a favore (ben lontani quindi dai famosi 330, e oltre, che Silvio Berlusconi dice di avere). L'opposizione e una parte dell'Italia, forse quella più attenta ai cambiamenti del nostro Paese, è profondamente delusa per quella che non sembra essere solo una legge "ad personam" ma un provvedimento che andrebbe a ledere i diritti di tanti cittadini che attendono l'esito di processi anche molto importanti. Per il premier "finalmente" tale legge sul processo breve, con tanto di cosiddetta norma sulla prescrizione breve, metterebbe l'Italia al passo con l'UE. Paradossalmente, però, proprio in questi giorni molti esponenti del governo, tra cui alcuni ministri, hanno più volte sottolineato come bisognerebbe uscire dall'Unione Europea. E mentre il sit-in in piazza Montecitorio se ne torna tristemente a casa, pago almeno di aver lottato fino all'ultimo contro una legge che rischia, a loro dire, di compromettere processi come quello sul terremoto dell'Aquila, della strage di Viareggio, del crac Parmalat e Cirio del 2003 e molti altri meno conosciuti, una notizia si fa largo tra le altre. Silvio Berlusconi nel 2013 non si ricandiderà. Il suo delfino, stando almeno ad alcuni corrispondenti esteri incontrati dal premier, sarebbe il Guardiasigilli Angelino Alfano, che dovrebbe portare a termine la riforma "epocale" della giustizia. Il Wall Street Journal scrive che Berlusconi avrebbe detto: "Se ci sarà bisogno di me come padre nobile, sono disponibile. Potrei essere capolista, ma non voglio un ruolo operativo", mentre il Guardian: "Berlusconi ha annunciato che non correrà alle prossime politiche del 2013 e ha indicato in Alfano la persona alla quale intende affidare il partito". Paolo Bonaiuti, portavoce del premier, ci tiene però a precisare che "Dipenderà dai sondaggi". La notizia rimbalza di piazza in piazza, tra lo sconcerto di alcuni, l'incredulità di molti e la gioia di altri. E anche la paura di quanti si sarebbero già immaginati il Cavaliere seduto al Quirinale.

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