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Berlusconi: magistratura persegue sovvertimento di volontà popolare

Silvio Berlusconi parla ai Promotori della Libertà affermando che "una parte della magistratura persegue con ogni mezzo il sovvertimento della volontà popolare" e che "è giunto il momento di ristabilire una reale separazione e un corretto equilibrio fra i poteri e gli ordini dello Stato".

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, indagato per prostituzione minorile e concussione, torna a parlare ai suoi Promotori della Libertà sostenendo che contro di lui "si è coalizzata tutta la vecchia politica che da sempre si frappone al rinnovamento" ma che non ha "in comune alcun valore" tranne il "conquistare il potere e far fuori Berlusconi con il soccorso rosso delle toghe politicizzate, pronte a intervenire ogni qual volta la situazione lo richieda". Ancora una volta, quindi, il capo del governo italiano lancia un affondo alla magistratura, definendo chi indaga contro di lui una "toga rossa politicizzata".
Un attacco che arriva dopo le dichiarazioni all'inaugurazione dell'anno giudiziario, dove il procuratore generale di Cassazione Vitaliano Esposito ricorda come la Corte di Strasburgo parla "senza mezzi termini, di 'defaillance' dello Stato italiano". Ernesto Lupo, primo presidente della Cassazione, sottolinea invece come sia "necessario fortificare il senso della dimensione comune e della coesione collettiva, come presupposto per uscire dalle difficoltà che l'Italia vive".
Ma le frasi di Silvio Berlusconi scatenano anche la reazione del segretario dell'Anm Giuseppe Cascini affermando che "c'è un'aggressione alla magistratura da parte di chi rifiuta il principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge" (http://tinyurl.com/6x89vec).
Ai Promotori della Libertà Silvio Berlusconi ricorda poi come in 17 anni "ne ha viste tante" ma che mai i suoi "avversari avevano raggiunto vette così vergognose di irresponsabilità, di cinismo e di illiberalità, violando le norme più elementari del diritto e usando illegittimamente l'arma dell'indagine giudiziaria a fini di lotta politica".
Il Presidente del Consiglio afferma addirittura che "da troppo tempo una parte della magistratura persegue con ogni mezzo il sovvertimento della volontà popolare, e per far questo non si ferma davanti a nulla".
Parole che se l'italiano non fosse già abituato da tanto tempo a sentire, risuonerebbero ancor più inquietanti di quello che sono.
Berlusconi afferma che "quando in un Paese democratico, e questo accade solo in Italia, si arriva a violare il domicilio del Presidente del Consiglio, e a considerare possibile indiziato di reato chiunque vi entri, significa che il livello di guardia è stato ampiamente superato".
Secondo il premier infatti "non è un Paese libero quello in cui quando si alza il telefono non si è sicuri della inviolabilità delle proprie conversazioni. Non è un Paese libero quello in cui un cittadino può trovare sui giornali delle proprie conversazioni che fanno parte del proprio privato e che non hanno nessun contenuto penalmente rilevante. Non è un Paese libero quello in cui una casta di privilegiati può commettere ogni abuso a danno di altri cittadini senza mai doverne rendere conto".
Per tutti questi motivi il Presidente del Consiglio afferma che "è giunto il momento di ristabilire una reale separazione e un corretto equilibrio fra i poteri e gli ordini dello Stato".
Non è però chiaro chi dovrebbe ristabilire questo ordine.

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