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Berlusconi: la disavventura di imbattersi in insegnanti di sinistra

Silvio Berlusconi torna sul tema della scuola pubblica, affermando che "quando una famiglia ha la disavventura di imbattersi in insegnanti di sinistra..lo Stato deve sopperire e dare loro la possibilità di andare in una scuola privata". Ma qualcuno potrebbe domandarsi perché deve essere una disavventura?

Durante una iniziativa a sostegno della ricandidatura di Letizia Moratti a sindaco di Milano Silvio Berlusconi torna sul tema della scuola pubblica, che già in passato le era valso diverse critice da molti esponenti dell'opposizione. Berlusconi ribadisce quindi, come riporta La Repubblica: "La sinistra mi accusa di avera attaccato tutta la scuola pubblica voglio smentirli perché continuano nella calunnia: io ho detto, e lo ripeto, che quando una famiglia ha la disavventura di imbattersi in insegnanti di sinistra, che con libri di testo di sinistra vogliono inculcare nei figli dei valori diversi, lo Stato deve sopperire e, attraverso il buono scuola, dare loro la possibilità di andare in una scuola privata". Verso metà aprile Berlusconi aveva affermato, anche, che i genitori oggi possono scegliere liberamente "quale educazione dare ai loro figli e sottrarli a quegli insegnamenti di sinistra che nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi da quelli della famiglia". Qualcuno però potrebbe forse cominciare a domandarsi perché un Presidente del Consiglio debba esprime un certo tipo di giudizio sul lavoro di un insegnante solo sulla base della sua appartenenza politica. D'altronde, è l'articolo 3 della nostra Costituzione a stabilire che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". Le affermazioni del premier, infatti, un giorno potrebbero forse anche ripercuotersi sulla vita scolastica del maestro o professore di sorta. Qualcuno sembra cominciare già a domandarsi infatti quale reazione in futuro potrebbe esserci in una classe, o tra i genitori degli alunni, se per caso un insegnante, per esempio di italiano, di filosofia o di storia, proponesse un traccia o una domanda del tipo: "Se la meritocrazia, forse già troppo poca in Italia, venisse definitavamente soppiantata dalla ideologia, cosa rimarrebbe della democrazia?"

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