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Berlusconi: italiani sono benestanti. Ma la crescita è quasi nulla

Il centro studi di Confindustria afferma che "la crescita sarà quasi nulla nel terzo trimestre" e che la domanda interna italiana "ristagna". Ma Berlusconi rassicura: "i cittadini italiani sono benestanti".

Il centro studi di Confindustria (Csc) è chiaro, nello stilare la sua analisi mensile: "La crescita sarà quasi nulla nel terzo trimestre" perché vi è una "debolezza della domanda interna, una minor forza di quella estera, rispercussioni dalle violente turbolenze finanziarie". Il quadro economico non sembra essere quindi dei più rosei e tantomeno dei più rassicuranti, anche perché, ricorda sempre la Confindustria "a maggio il tasso di disoccupazione è salito all'8,1% (+0,1 su aprile) e al 28,9% (+0,4) tra i giovani sotto i 25 anni". Inoltre, fanno notare sempre gli esperti di viale dell'Astronomia "le prospettive sono negative per i prossimi mesi. Il saldo dei giudizi delle imprese manifatturiere italiane sugli ordini dall'estero è in netta flessione: -17,4 in giugno, da -10,1 in aprile". Insomma, conclude Confindustria, la domanda interna italiana "ristagna" perché "le condizioni per gli investimenti, valutate dagli imprenditori sono peggiorate nel secondo trimestre" e "appaiono meno favorevoli anche le valutazioni delle imprese sulle condizioni economiche generali nei mesi estivi" evidenziando che "i consumi risentono delle difficoltà occupazionali e della dinamica dei prezzi al consumo: vendite al dettaglio e immatricolazioni di auto hanno un profilo piatto". In poche parole, l'Italia non sembra avere prospettive di crescita, anche perché altrimenti probabilmente non si sarebbe resa così necessaria (e urgente) una manovra da una ottantina di miliardi di euro. Ma il premier Silvio Berlusconi, di ritorno dal vertice dell'UE, rassicura: "Noi siamo la terza economia europea, il secondo Paese manifatturiero e abbiamo un sistema bancario solidissimo. Il 75 per cento delle famiglie italiane possiede una casa e abbiamo un sistema pensionistico correlato all'incremento dell'età media e siamo detentori del 60 per cento del debito pubblico". Insomma, riassume in conclusione Berlusconi, "il nostro Stato ha un debito forte ma i cittadini italiani sono benestanti". Una volta.

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