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Berlusconi: il presidente operaio voterebbe SI a Mirafiori

Durante l'incontro Berlusconi-Merkel il Presidente del Consiglio (una volta anche noto come "il presidente operaio") lancia un messaggio preciso su Mirafiori: "Gli imprenditori avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri Paesi", naturalmente se non vincesse il sì.

Susanna Camusso aveva già stigmatizzato il "tifo" del governo italiano per Marchionne e il "sì" di Mirafiori ma non avrebbe mai potuto pensare che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa a seguito dell'incontro con primo ministro tedesco Angela Merkel, fosse così esplicito.
"Noi riteniamo assolutamente positivo lo sviluppo che sta avendo la vicenda - dice Berlusconi riferendosi alla Fiat - con la possibilità di un accordo tra le forze sindacali e l'azienda nella direzione di una maggiore flessibilità dei rapporti che è molto positiva per quanto riguarda la flessibilità del lavoro". Ma Silvio Berlusconi fa eco al "ricatto" di Marchionne quando dice: "Dobbiamo dire che dove questo non dovesse accadere chiaramente le imprese e gli imprenditori avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri Paesi - e conclude - Quindi ci auguriamo che la vicenda possa avere un esito positivo". Certo è che se il "sì" promosso da Marchionne vincerà nel referendum di Mirafiori (assolutamente falsato e incostituzionale, come ormai si sostiene da più parti), da sabato prossimo il mondo del lavoro in Italia cambierà in modo radicale, diventando "precario" e "ottocentesco" per tutti. Non solo i metalmeccanici di turno (e che turni), ma per tutti coloro i quali a quel contratto sono "agganciati". Agganciati, appunto.

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